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Tav, l'ipotesi di rinviare i bandi. Siri (Lega): «Si può». Ma le imprese minacciano azioni legali

Redazione - 09/03/201912:15Aggiornato 09/03/2019 12:16

La paralisi tra Lega e M5s innescata dalle dichiarazioni di Conte sull'opera potrebbe essere sbloccata grazie a una clausola del diritto francese

Potrebbe esserci una via d'uscita allo stallo di Governo sulla Tav. Lunedì il consiglio di amministrazione della Telt, la società incarica di realizzare la linea di alta velocità Torino-Lione, deciderà se pubblicare o meno i bandi di gara. La soluzione proposta dal sottosegretario alle infrastrutture della Lega Armando Siri è la "clausola di dissolvenza", che permetterebbe la revoca dei bandi entro sei mesi dalla loro pubblicazione. Un escamotage che accontenterebbe sia Lega che M5s mettendo una temporanea fine alla crisi tra i due alleati di Governo. 

In questo modo, ha detto Siri a Radio Capital, le aziende italiane e francesi potranno auto-candidarsi, dando il tempo all'esecutivo di discutere nuovamente il progetto con la Francia e l'Unione europea. In questo modo - secondo il sottosegretario - sarà possibile bloccare gli appalti appellandosi all'interesse nazionale. Nonostante questa possibile soluzione, la strada resta in salita: al termine di un incontro con i parlamentari piemontesi, le associazioni d'impresa hanno fatto sapere che se i bandi non saranno pubblicati nei tempi previsti la vicenda si sposterà in tribunale. 

ANSA | Armando Siri

La clausola che scongiurerebbe un ulteriore aggravarsi dei rapporti tra la maggioranza circolava già da dicembre. Una lettera della società Telt inviata al ministro dei Trasporti Danilo Toninelli e alla sua controparte francese Elizabeth Borne specificava come al termine della prima fase di raccolta delle aziende interessate, i due governi sarebbero stati ricontattati per sapere se il progetto era ancora considerato valido.

La pubblicazione dei bandi sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea rappresenterebbe soltanto una prima valutazione per raccogliere la lista delle aziende interessate a partecipare al progetto da 2,3 miliardi di euro. Dalla pubblicazione passerebbero sei mesi prima che la Telt decida a quale società affidare la costruzione dell'opera. A questo punto il consiglio di amministrazione di Telt potrebbe anche decidere di non riunirsi lunedì purché i bandi vengano pubblicati entro il 31 marzo, termine ultimo per non perdere i 300 milioni di finanziamenti iniziali.

Una soluzione che sembra mettere d'accordo sia Salvini che Di Maio. Entrambi i partiti potranno cosi prendere tempo, permettendo a al vice premier della Lega di accontentare i suoi elettori mostrando progressi nel dossier sulla Tav, e ai 5s di contrattare con l'Ue e la Francia su una realizzazione della linea meno invasiva.

Parigi però non cambia posizione e rimane convinta dell'utilità dell'opera: «La realizzazione del tunnel di base e dei sui accessi francesi è stata inserita nella programmazione degli investimenti previsti nel progetto di legge d’orientamento della mobilità attualmente in esame al Senato», ha dichiarato il ministro dei Trasporti francese.

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