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Delitto d'onore e matrimonio riparatore: cos'erano e quando sono stati aboliti

Angela Gennaro - 13/03/201919:12

Il delitto d'onore risale al codice Rocco e rimbalza agli onori delle cronache per la sentenza sul femminicidio della 46enne ecuadoregna Jenny Angela Coello Reyes

È stato abolito nel 1981, ma se ne torna a parlare in queste ore:  ma cos'è esattamente il delitto d'onore? Di quale onore parliamo?

«Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni», recitava, prima di essere abolito 37 anni fa, l'articolo 587 del codice penale. «Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella». Insomma, una pena molto attenuata per i coniugi di entrambi i sessi e per figlie e sorelle, considerando che per l'omicidio volontario l'art.575 del codice penale prevedeva e prevede una pena di non meno di 21 anni

Le disposizioni sul delitto d’onore e sul matrimonio riparatore vengono abrogate con la legge n. 442 del 1981. Un'abrogazione che arriva quindi dopo il referendum sul divorzio del 1974 e la riforma del diritto di famiglia dell'anno dopo.

Il delitto d'onore risale al codice Rocco - che, emendato, è il codice penale tuttora in vigore nel nostro paese - e rimbalza ora agli onori delle cronache per la sentenza sul femminicidio della 46enne ecuadoregna Jenny Angela Coello Reyes, avvenuto a Genova nel 2018 per mano del suo connazionale Javier Napoleon Pareja Gamboa.

Il pm aveva chiesto 30 anni, il giudice ha condannato Pareja Gamboa a 16 anni perché l'omicida era mosso «da un misto di rabbia e di disperazione, profonda delusione e risentimento» nei confronti di lei. «Sebbene nessuno abbia il coraggio di dirlo, con questa motivazione si sta riesumando il delitto d'onore», commenta il legale dei famigliari della donna, Giuseppe Maria Gallo.

Il delitto d'onore prevedeva, affinché venisse applicata l'attenuante, che vi fosse uno stato d’ira per l'onore offeso una «illegittima relazione carnale» riguardante una delle donne della famiglia.

Il matrimonio riparatore

A riprova che al reato attenuato dall'onore sia collegato soprattutto il comporamento delle donne sta il fatto che nel 1981, insieme al delitto d'onore, viene abrogato anche il matrimonio riparatore, anch'esso nel codice Rocco del ventennio fascista. Ai sensi dell’allora art. 544 C.p., «Per i delitti preveduti dal capo primo e dall’articolo 530, il matrimonio, che l’autore del reato contragga con la persona offesa, estingue il reato, anche riguardo a coloro che sono concorsi nel reato medesimo; e, se vi è stata condanna, ne cessano l’esecuzione e gli effetti penali». Insomma, il reato di violenza carnale si estingueva se lo stupratore sposava la sua vittima, «salvando l’onore della famiglia». 

Franca Viola

Chi è Franca Viola

Sedici anni prima dell'abrogazione era stata una donna giovanissima - la diciassettenne Franca Viola - a dire per la prima volta no al matrimonio riparatore. In Sicilia. Era il 1966 quando Franca aveva rifiutato un matrimonio riparatore dopo essere stata rapita e abusata. La violenza carnale era considerata un reato contro la morale e non contro la persona: bisognerà attendere addirittura il 1996 per vedere riconoscere in Italia lo stupro non un reato «contro la morale» ma un reato «contro la persona».

La storia di Franca Viola è stata raccontata dal regista Damiano Damiani, nel 1970, nel film La moglie più bella, ispirato alla vicenda e interpretato da un'esordiente e giovanissima Ornella Muti. «Non fu un gesto coraggioso. Ho fatto solo quello che mi sentivo di fare, come farebbe oggi una qualsiasi ragazza: ho ascoltato il mio cuore, il resto è venuto da sé», ha detto Franca Viola. «Oggi consiglio ai giovani di seguire i loro sentimenti; non è difficile. Io l'ho fatto in una Sicilia molto diversa; loro possono farlo guardando semplicemente nei loro cuori».

Franca Viola nel 2014. Ansa/Ettore Ferrari

A proposito di film, sul delitto d'onore resta indimenticabile il sarcasmo di un film del 1962 come Divorzio all’italiana di Pietro Germi, tratto dal romanzo di Giovanni Arpino Un delitto d’onore. Anche il secondo episodio della trilogia di Germi, Sedotta e abbandonata del 1964, parla di questi temi, con la protagonista, Agnese - una giovanissima Stefania Sandrelli - che viene sedotta dal fidanzato della sorella Matilde. Un film su vite immolate sull'altare dell'onore. Anche il film del 1975 di Lina Wertmuller Pasqualino Settebellezze parla di delitto d’onore, negli anni del fascismo. 

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