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Scontro sui dati Tav, smentita alla smentita di Giarrusso dall'ex commissario di Governo

Chiara Piselli - 14/03/201918:43Aggiornato 14/03/2019 19:13

«Ho letto con divertimento le parole di Dino Giarrusso - afferma Paolo Foietta -. Come autore di alcuni dei documenti che lui cita, mi tocca però garbatamente smentirlo: la riduzione del traffico ai valichi con la Francia è solo una fake news»

«Caro Open, sui dati della Tav avevo ragione io». Così ha scritto l'esponente M5s Dino Giarrusso riferendosi alla polemica scatenatasi durante la puntata del 12 marzo de L'aria che tira, quando ha mostrato un grafico che avrebbe dovuto rappresentare il volume del traffico tra Italia e Francia per sostenere le ragioni del suo - e del Movimento - «no» al Tav. In quella occasione, l'ex senatore Pd Stefano Esposito aveva più volte chiesto alla ex Iena di rivelare a tutti quale fosse la fonte di quel grafico che stava mostrando in diretta tv. Eppure, Giarrusso si era rifiutato.

Con l'articolo a sua firma, ospitato da Open, l'esponente M5s ha voluto dimostrare, con una serie di link che rimandano alle fonti originarie, che il suo grafico e il suo discorso erano invece supportati da diversi documenti ufficiali. Ora però succede che l'ex commissario straordinario di Governo per l'asse ferroviario Torino-Lione, Paolo Foietta, avendo letto il contributo della ex Iena e apprendendo di essere chiamato in causa tra le fonti a sostegno della linea Giarrusso, voglia prendere le distanze e dunque smentire il contenuto delle sue ragioni. 

«Ho letto con divertimento la smentita di Dino Giarrusso riportata sul vostro giornale - afferma Foietta -. Come autore di alcuni dei documenti che lui cita mi tocca però garbatamente smentirlo». E poi, l'ex commissario, in carica fino al 14 febbraio, elenca i documenti ufficiali, col dettaglio delle pagine, che di fatto sgretolano la posizione dell'esponente M5s. 

«Il quaderno 8 dell'Osservatorio che lui cita è del 2012. I dati utilizzati per lo studio sono vecchi, precedenti alla crisi. Quindi, oramai inutilizzabili; la figura che ha mostrato in televisione non è in esso contenuta». «I dati recenti (2018) sono invece tutti riportati nel quaderno 11 dell'osservatorio - prosegue Paolo Foietta -. Il traffico, come dimostrato a pagina 34 e successive, è negli ultimi anni in costante crescita. Così è per l'interscambio economico che registra un massimo storico nel 2017 superando i dati precrisi del 2007».

«Il grafico che il signor Giarrusso ha illustrato - conclude l'ex commissario straordinario di Governo - non si riferisce quindi al traffico ai valichi con la Francia. Come riportato a pag 87, rappresenta i volumi di traffico che passano sulla vecchia linea ferroviaria dell'800, da anni in caduta libera perché obsoleta, insicura, costosa e per questo inadatta al trasporto delle merci ed abbandonata dagli operatori ferroviari».

Una posizione peraltro sostenuta anche da Esposito (Pd) che, in un colloquio con Open, ha più volte ribadito che il grafico mostrato in trasmissione da Giarrusso era inerente al solo traffico ferroviario del traforo del Frejus, oggi pari al 7%, poiché il 93% del trasporto merci avviene su gomma. «Ha fatto una figuraccia ed è vittima della sua stessa fake news - ha detto l'ex senatore Pd -. Ha spacciato un grafico che riguarda il traffico sul traforo ferroviario del Frejus per il volume complessivo dei traffici Italia-Francia. In questo sta la bufala».

«Tra poco - commenta l'ex commissario di Governo - se quella ferrovia dell'800 non sarà sostituita con il nuovo tunnel, non ci sarà più una linea ferroviaria e il traffico sarà a zero. I grandi volumi di traffico terrestre, oltre 44 milioni di tonnellate nel 2017, passeranno tutti via Tir, già oggi la quota su strada è al 93%. Per questa ragione - segue ad argomentare Foietta - anche nel 2018 il numero dei mezzi pesanti ai valichi continua ad aumentare: 3,6 milioni di Tir con una crescita sul 2017 del 4.1 %. I dati sono sempre quelli DG Move ed UFT svizzero, ma vanno letti correttamente. In definitiva - conclude - la riduzione del traffico ai valichi con la Francia è solo una fake news».

I grafici del Quaderno 11  dell'Osservatorio

Il grafico a pagina 25 mostra l'interscambio economico attraverso l'arco alpino occidentale, in grande crescita rispetto ai valori precedenti alla crisi.

I grafici a pagina 34 mostrano il confronto tra i volumi delle merci transitate al confine Italia-Francia e Italia-Svizzera. I dati mostrano un traffico sempre crescente attraverso i valichi francesi (+14% rispetto alla Svizzera). Viaggia quasi tutto su gomma per l'inadeguatezza della linea dell'800.

Il grafico a pagina 87 mostra il crollo irrimediabile dei transiti sulla linea dell'800 (Frejus) per limitazioni di sicurezza e inadeguatezza al mercato ferroviario per via dei treni lunghi e pesanti. I lavori condotti tra il 2003 ed il 2011 non hanno risolto nessuno dei problemi strutturali della tratta.

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