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Per Salvini «l'unico estremismo degno di attenzione è quello islamico»

Alessandro Parodi - 15/03/201922:34Aggiornato 19/03/2019 17:43

Dopo la strage in Nuova Zelanda ad opera di un suprematista di destra, il ministro dell'Interno nega che in Italia ci possano essere rischi simili. Ma se Traini è nel pantheon del terrorista di Christchurch l'ipotesi di un'internazionale del suprematismo bianco andrebbe seriamente considerata dall'intelligence. La premessa di Salvini va in senso opposto

Per il ministro dell'Interno Matteo Salvini «l'unico estremismo che merita di essere attenzionato è quello islamico». Il vicepremier, in visita a Napoli, ha risposto in questo modo ai cronisti che gli chiedevano se dopo quanto accaduto in Nuova Zelanda ci fosse da preoccuparsi anche in Italia per pericoli legati al terrorismo di estrema destra.

Stando a quando dicono le forze di polizia e i servizi d'intelligence, ha detto aggiunto Salvini, «le frange di estrema destra e sinistra rappresentano nostalgici fuori dal mondo e dal tempo che meritano una condanna morale».

Certo, ha poi aggiunto Salvini, «ogni episodio di violenza» riconducibile a estremisti di destra e sinistra nel nostro paese «viene bloccato, condannato e incarcerato». Ma «se c'è un estremismo per cui firmo metà degli atti che firmo - ha concluso - è quello di matrice islamica».

Il pericolo resta il terrorismo islamico

Secondo il ministro dell'Interno, quindi, non esisterebbe nessun legame, neppure potenziale, neppure ideale, fra gli attentati di Christchurch e il nostro Paese. Un altro mondo, sembrerebbe di capire. Il pericolo resta esterno: il terrorismo islamico come conseguenza - si legge fra le righe delle parole del ministro - dell'immigrazione.

Una delle motivazioni che aveva portato alla chiusura dei porti nel caso della nave Diciotti - per cui è stata chiesta l'autorizzazione a procedere per sequestro di persona contro Salvini alla Giunta per le immunità del Senato - aveva a che fare con il pericolo di infiltrazione fra i migranti di terroristi islamici. Circostanza evidenziata dal ministero dell'Interno, ma poi mai indagata in sede giudiziaria.

Il riferimento a Luca Traini

Un collegamento fra la vicenda neozelandese e l'Italia in realtà però c'è. Si tratta di quel nome: Luca Traini. Nel pantheon di Brenton Tarrant, il suprematista bianco di Christchurch, compare, con una scritta bianca su una delle armi utilizzate per gli assalti alle moschee, il 28enne che nel febbraio 2018 a Macerata ha aperto il fuoco sui migranti per, a suo dire, vendicare l'uccisione di Pamela Mastrodipietro.

Oggi Traini si dice pentito, ma quella vicenda dovrebbe essere un segnale per il nostro Paese, che fino a oggi non è stato colpito da terrorismo islamico, ma che invece attraverso quell'episodio ha scoperto che l'odio verso i migranti dalle parole poteva passare ai fatti: che una radicalizzazione di quel tipo era possibile.

In più va detto che la vicenda di Macerata, se in Italia come è naturale ha occupato per settimane le prime pagine dei giornali e alimentato il dibattito politico, sulla stampa estera non ha avuto la stessa visibilità. Ciò suggerisce che esista una rete d'informazione parallela fra gli estremisti di destra potenziali terroristi: un'internazionale del terrorismo suprematista bianco.

Sembrerebbe una banalità nella società della rete e dei social network., ma tratterebbe di «nostalgici», per citare le parole del ministro, parecchio addentro al nostro tempo. Dopo questo episodio pare evidente come si debba rafforzare i servizi di intelligence in questo senso, al di là delle posizioni politiche.

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