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Quando Ousseynou Sy molestò una 17enne mentre lavorava: «Ti riporto a casa io»

Charlotte Matteini - 22/03/201909:55

Com'è possibile che Sy abbia avuto la possibilità di mentire e nascondere le condanne penali all'azienda che l'aveva assunto? In queste ore stanno emergendo le prime risposte e a quanto pare l'autista 47enne, aiutato da una serie di circostanze fortuite, ha potuto evitare di raccontare la realtà dei fatti ai suoi datori di lavoro

Da giorni una domanda attanaglia utenti e lettori: com'è possibile che Ousseynou Sy - l'autore della mancata strage di San Donato Milanese - abbia potuto guidare un pullman carico di bambini nonostante la condanna per violenza sessuale e precedenti per guida in stato di ebrezza? Nel corso delle ore, stanno emergendo le prime parziali risposte. Come spiegato a Open da Camillo Ranza, presidente di Autoguidovie, rispetto alla condanna per molestie sessuali, Sy disse all'azienda di essere stato assolto. In realtà, però, le indagini hanno appurato che l'autista, nel 2018, è stato condannato in appello a un anno di carcere, pena sospesa.

Com'è possibile che l'azienda non lo sapesse e che Sy abbia avuto la possibilità di mentire? La spiegazione è tecnicamente semplice, sebbene origini da quello che potremmo definire un vero e proprio buco normativo: «Dal 2014 c'è una legge che obbliga a chiedere il certificato penale per l'assunzione degli autisti, cosa che noi facciamo - ha spiegato Ranza a Open - Ma questo autista era stato assunto precedentemente, quando la normativa non era ancora in vigore». Insomma, non avendo l'obbligo di presentare il certificato penale in quanto assunto quando questo obbligo di legge non esisteva, Sy ha potuto raccontare la propria versione dei fatti all'azienda, versione che non è stata verificata da nessuno dei dirigenti a capo di Autoguidovie. 

La violenza sessuale nel 2010

La vicenda della violenza sessuale che ha portato Sy alla condanna in appello è accaduta nel 2010. Come racconta il quotidiano Repubblica, l'autista avrebbe offerto una passaggio in bus a una ragazza di 17 anni: «Ti riporto a casa io alla fine del giro». Pochi minuti dopo, l'uomo avrebbe tentato un brusco approccio sessuale toccandole i seni e i glutei. «Meno di uno sfioramento» per il legale difensore Davide Lacchini. «Da quell’episodio nascerà un lungo procedimento giudiziario, culminato con una condanna in appello a un anno per violenza sessuale nel 2018, sentenza che ribalterà il giudizio di primo grado che gli aveva dato solo un mese». Insomma, stando a quanto ricostruito, Sy è stato condannato sia in primo grado che in appello a pene sicuramente tenui, non è mai stato assolto. 

Il precedente per guida in stato di ebrezza

Anche per quanto riguarda il precedente per guida in stato di ebrezza pare che Sy sia riuscito a nascondere all'azienda la realtà dei fatti. Nel novembre del 2007, Sy venne fermato per un controllo a Ghedi, in provincia di Brescia. La polizia rilevò una concentrazione di alcool nel sangue di 0,5 grammi per litro, di pochissimo sopra il limite di legge. Questa infrazione gli costò un decreto di condanna penale, oltre a una multa di 680 euro e la sospensione della patente per sei mesi. «Per riuscire a non perdere il lavoro, Sy si metterà in malattia: nessuno gli chiederà niente e a metà 2008 sarà di nuovo a bordo dei pullman di Autoguidovie, come se nulla fosse», racconta Repubblica.

La prima notte in carcere

Ousseynou Sy è ora detenuto in una cella di San Vittore, accusato di strage e sequestro di persona. I detenuti del carcere milanese pare non l'abbiano ben accolto al suo arrivo e hanno passato tutta la prima notte a tirare uova e arance contro la porta della sua cella, senza lasciarlo dormire. A raccontarlo è stato proprio Sy a un politico andato a trovarlo a San Vittore. Appresi i fatti, la direzione del carcere milanese ha deciso di trasferirlo dal quinto raggio al reparto protetti.

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