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Zingaretti ha deciso: per le europee simbolo Pd ma anche il nome proposto da Calenda

Angela Gennaro - 26/03/201913:15Aggiornato 26/03/2019 16:22

È il giorno della prima direzione nazionale al Nazareno a Roma con il neosegretario Nicola Zingaretti. «Apertura alle alleanze senza portare le lancette indietro». Ma dai renziani è «fuoco amico»

«Siamo europei»: Nicola Zingaretti, neoeletto segretario del Partito democratico, presenta oggi, alla sua prima direzione al Nazareno, il simbolo del partito per le elezioni europee del 26 maggio. Come il manifesto lanciato da Carlo Calenda: la lista avrà sia il simbolo del Pd sia un richiamo al movimento proposto dall'ex ministro.

Zingaretti: «Bisogna ricostruire una rete di alleanze intorno a noi»

«Dobbiamo andare avanti, sulle europee, con lo spirito che Siamo Europei ha indicato, dice il segretario. Serve una lista che si muova con questa missione, con un programma di grande rinnovamento e credo sia giusto che nel simbolo sia presente anche la dicitura Siamo Europei». E sull'apertura alle alleanze: «Non si tratta di riportare indietro le lancette dell'orologio con ricomposizioni».

«Bisogna ricostruire una rete di alleanze intorno a noi. Un campo ancora fragile ma un'opera che è già iniziata nelle amministrazioni. È ora di riaprire una stagione di ricostruzione intorno al pd che vale per entrambi gli appuntamenti, sia le amministrative che le europee».

Alle amministrative, dice Zingaretti, «si voterà in 3.863 comuni italiani, voteranno 17 milioni di cittadini. Siamo già a buon punto nella costruzione di alleanze che rendano prevedibile l'individuazione del candidato sindaco. Ma a volte siamo noi che dividendoci impediamo la costruzione di alleanze unitarie. Non possiamo gridare al pericolo dell'onda nera e poi dividerci su Tizio e Caio. Il gruppo dirigente deve inviare un messaggio ai territori: voltiamo pagina».

I veleni interni

La direzione è stata preceduta da critiche pubbliche di parlamentari di area renziana come Anna Ascani. «Un fuoco amico», conferma Cesare Damiano. «Sicuramente non abbiamo vinto, ma non si può dopo una settimana dire che è colpa di Zingaretti. Questa è la coda della situazione precedente».

L'analisi del voto in Basilicata

«Sulla Basilicata non c'è da parte mia alcun intento consolatorio: non siamo riusciti a presentare il simbolo del Pd, ma un simbolo dentro un'altra dicitura, con 4 liste che insieme hanno ottenuto un risultato e una raccolta di consensi ragguardevole», dice Zingaretti in direzione.

«È evidente che è un esito preoccupante per la Regione in cui si è svolto e ci spinge a riaprire una discussione e un confronto fra di noi per indagare lo stato di salute del partito e rimettere in campo nei territori una forza politica unitaria che si confronta. Dentro questo quadro molto preoccupante si confermano delle tendenze, con la conferma della leadership della Lega nel centrodestra e nella alleanza di governo».

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