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La lettera del M5s contro il congresso delle famiglie: sui diritti non arretriamo

Redazione - 28/03/201914:25Aggiornato 28/03/2019 14:43

«Siamo lontane anni luce dalle visioni del World family congress di Verona», si legge nella lettera del Movimento. «Allarmate dalla diffusione di modelli che rischiano di sconfessare le conquiste raggiunte sui diritti civili e sociali, minacciando l'avvento di una caduta libera nel passato e di un arretramento culturale pericolosissimo per un Paese civile»

Una lettera del M5s contro il congresso di Verona. Sono tanti i parlamentari 5 Stelle ad averla sottoscritta. Nel testo si prendono in modo netto le distanze dall'evento in programma nel weekend, al quale parteciperanno esponenti politici come il leader leghista Matteo Salvini, il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana e ospiti internazionali come Lucy Akello, la parlamentare ugandese che avrebbe appoggiato una legge contro gli omosessuali, e Dimitrij Smirnov, esponente della Chiesa ortodossa russa che ha posizione contro l’aborto. Il testo della lettera, firmata dagli esponenti 5 Stelle, è stato anticipato dall'Adnkronos e risulta accordato al genere femminile. 

Il testo della lettera

Siamo lontane anni luce dalle idee e dalla visione degli organizzatori del Congresso mondiale delle famiglie. Allarmate dalla diffusione di modelli che rischiano di sconfessare le conquiste raggiunte in questi anni sui diritti civili e sociali, minacciando l'avvento di una caduta libera nel passato e di un arretramento culturale pericolosissimo per un Paese civile, come il nostro. Obiettivo dichiarato del Congresso: affermare, celebrare e difendere la 'famiglia come istituzione sociale originaria che getta le fondamenta di una società moralmente responsabile. Ci chiediamo quindi: cosa vuol dire "società moralmente responsabile"? Ci chiediamo inoltre: chi stabilisce cosa sia moralmente responsabile e cosa no? Ma soprattutto difenderla da chi o cosa?

Gli 8 punti del programma - riportati sul sito ufficiale dell'evento - già ad una prima lettura ci danno una visione preoccupante: quella della donna che, forte della sua emancipazione ("causata" dalle lotte dei movimenti femministi per la libertà sessuale e di autodeterminazione) avrebbe determinato il crollo demografico del Paese e un generale declino morale della società. Il fil rouge che collega in modo preoccupante la discussione sui diritti civili ad alcune proposte di legge depositate in Parlamento, su temi quali l'aborto, il divorzio e affidamento dei minori, lascia sgomenti. Desta analoga preoccupazione il quadro europeo anch'esso connotato da spinte retrograde e violente.

Anche in occasione della visita della delegazione della Commissione per i diritti della donna e l'uguaglianza di genere (FEMM), presso il Senato della Repubblica, è emersa la necessità di dare piena applicazione alle norme già esistenti in tema di autodeterminazione sociale, economica e professionale e di implementare gli strumenti funzionali al fine di ottenere una vera e propria parità di genere. Ricordiamo infine ai rappresentanti istituzionali che prenderanno parte al Congresso, e che supporteranno lo stesso, che le norme della nostra Carta Costituzionale, riconosciuta a livello mondiale per il suo impianto pluralista e garantista, tutelano l'uguaglianza, la parità dei diritti e la dignità di tutti. Sui diritti civili non si deve arretrare di un millimetro!

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