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Conte: «Riflettiamo sullo ius soli». Lo stop di Di Maio: «Non in agenda, è sensibilità personale»

Open - 29/03/201914:26Aggiornato 29/03/2019 16:37

Nei giorni scorsi, durante il dibattito sulla cittadinanza ai due piccoli eroi dello scuolabus, il «no» di Salvini era stato categorico. Con le sue dichiarazioni, il presidente del Consiglio apre un altro fronte nel Governo. Ma Di Maio isola Conte

Sì all'emendamento sul revenge porn. No alla castrazione chimica, alle armi facili e al congresso di Verona sulla famiglia. E ora arriva anche un "forse" allo Ius Soli, il provvedimento che consentirebbe di concedere la cittadinanza ai figli dei genitori stranieri nati in Italia. La (seppur timida) apertura arriva direttamente dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, durante un incontro con i giovani ad Assisi.

«Lo Ius Soli - ha detto - non è nel contratto di governo, ma auspico che si avvii nel Paese, nelle sedi opportune, una riflessione serena». E ancora: «Si può valutare la nascita sul territorio italiano che sia però collegata ad un percorso di integrazione serio», che preveda «la conoscenza della nostra cultura» e la condivisione di «valori comuni».

«Lo Ius soli - ha spiegato il presidente del Consiglio - apre la prospettiva di concedere la cittadinanza anche in base al fatto di nascere sul territorio italiano. Un criterio che di per sé non vale molto. Occorre qualcosa di più, occorre quello che è mancato in Italia, perché quella politica degli anni scorsi dove abbiamo avuto degli sbarchi incontrollati ci ha impedito di elaborare una politica di integrazione».

Le parole di Conte arrivano quando la discussione sullo ius soli sembrava essersi chiusa. Il dibattito si era riaperto dopo il fallito attentato allo scuolabus, sventato proprio da due italiani di seconda generazione. Rami e Adam.

Già in quell'occasione, il Movimento 5 Stelle aveva "bruciato" l'alleato di Governo spendendosi subito per il sì alla cittadinanza ai due ragazzi, entrambi figli di genitori immigrati, salvo poi specificare che il tema non è nel contratto.

Salvini, all'inizio, aveva mantenuto una posizione ambigua. Poi, dopo un parziale passo indietro, aveva deciso di concedere la cittadinanza, con tanto di cerimonia e gelato. Le parole di Conte rischiano di creare un altro incidente all'interno della maggioranza, già provata dalle turbolenze di questi giorni.

Ma è Luigi Di Maio a bloccare Conte sullo ius soli: Non comprendo tutto questo trambusto dietro le dichiarazioni del presidente del Consiglio. Conte ha specificato che lo ius soli non è nell'agenda di governo. E lo ribadisco, non è nell'agenda di governo - ha continuato il vicepremier - e non sarà quindi dunque una misura che questo governo discuterà, anche perché c'è già una normativa in Italia che regola la cittadinanza. La riflessione auspicata dal premier riguarda una sua sensibilità. Legittima, per carità, ma personale». 

I ministri 5 stelle che disertano l'approvazione della legittima difesa, la presa di posizione sul revenge porn (i primi a dire sì all'emendamento dell'opposizione sono stati Conte e Di Maio, seguiti a ruota da Salvini) e sulla castrazione chimica, quella sulle "armi facili" e sul Congresso di Verona. Turbolenze che arrivano dopo tre sconfitte elettorali per i cinque stelle e i guai del Movimento romano. E, forse, non a caso.

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