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Congresso delle famiglie di Verona: «La Digos ammetterà solo striscioni con "messaggi positivi"»

Redazione - 31/03/201912:07Aggiornato 05/04/2019 16:25

Sulla pagina Facebook dell'evento, gli organizzatori comunicano che alla marcia per la famiglia la Digos ha chiesto solo contenuti positivi «senza alcun riferimento a partiti politici»

Per l'ultimo giorno del congresso delle famiglie di Verona, gli organizzatori hanno postato sulla pagina Facebook dell'evento un avviso ai manifestanti in arrivo per partecipare alla marcia per la famiglia prevista per il pomeriggio del 31 marzo. «Gli striscioni saranno vagliati dalla Digos che ha chiesto messaggi positivi senza alcun riferimento a partiti politici».

Un controllo che rientra nelle prerogative della polizia di Stato (che dipende dal dipartimento di pubblica sicurezza del ministero dell'Interno) ma che potrebbe portare al sequestro di striscioni considerati non in linea con l'evento. 

Fuori dal palazzo della Gran Guardia già in mattinata si erano radunati numerosi manifestanti di segno opposto a coloro che hanno partecipato al contro evento di Verona. Tra gli striscioni che abbiamo fotografato ce ne sono diversi che riportano il motto fascista «Dio, patria, famiglia», difeso nei giorni scorsi da Matteo Salvini e Giorgia Meloni proprio sul palco del World Family Congress.

La zona resta presidiata dai blindati delle forze dell'ordine, mentre l'accesso alla sala del convegno è stata riservata solo ai relatori e agli spettatori paganti. Secondo gli organizzatori, al corteo hanno partecipato circa 10mila persone. Tra le bandiere presenti, quelle di Alleanza cattolica, dei movimento per la vita e gruppi mariani e devozionali. Presenti anche gli esponenti di Forza Nuova, che indossano tutti una camicia bianca e tengono in mano uno dei tanti cartelli con lo slogan «Dio, patria, famiglia».

Tra le richieste emerse nel documento conclusivo della tre giorni il contrasto alla pratica dell'utero in affitto tramite una rogatoria internazionale. «Alle prossime elezioni europee prenderemo atto di chi è dalla nostra parte e di chi ci insulta» ha affermato il vicepresidente del 13/o Congresso mondiale delle famiglie, Jacopo Coghe.

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