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Cosa dice il referto del pronto soccorso sul presunto stupro della ragazza della Circumvesuviana

Redazione - 04/04/201921:07Aggiornato 04/04/2019 21:48

Il pianto dirotto durante il racconto, la dovizia di particolari sessuali, le ferite autoinferte. Per i redattori del referto, i sintomi deporrebbero a favore di una totale assenza di consensualità della ragazza nel quadro clinico di un disturbo acuto da stress, con sintomi correlabili a una violenza sessuale

I tre giovani accusati dello stupro della Circumvesuviana sono stati scarcerati e i giudici del tribunale del Riesame, secondo alcune anticipazioni delle motivazioni, avrebbero avanzato dubbi sulla ricostruzione della ragazza che soffrirebbe di problemi psichici. Inoltre le telecamere a circuito chiuso della stazione mostrerebbero immagini non compatibili, secondo i giudici, con quelle successive a uno stupro. 

Dal referto del Pronto soccorso a cui la giovane si è rivolta dopo il presunto stupro emerge un quadro psicologico di forte alterazione emotiva, uno stato d'ansia post traumatica. Dal punto di vista anatomico sarebbe accertata la presenza di un eritema vulvare e perianale. La ragazza durante il suo racconto sarebbe più volte scoppiata a piangere: parallelamente avrebbe manifestato una notevole capacità mnemonica nel ricostruire i fatti dell'aggressione, anche se riportati come flash, ma con dovizia di particolari. Riferirebbe di conoscere i presunti aggressori, ma di aver appreso i loro nomi solo dai giornali.

Per il referto non c'è stato consenso da parte della ragazza

La presunta vittima avrebbe mostrato sul polso diversi segni di bruciatura di sigaretta che riferisce essersi autoinferta per far provare al proprio corpo ciò che aveva provato la sua anima. Secondo i redattori del referto gli elementi desunti dal racconto della ragazza depongono a favore di una totale assenza di consensualità della ragazza. Si rileva inoltre che la reazione traumatica non è in rapporto con il quadro clinico della paziente in precedenza all'evento (con evidente riferimento a pregressi problemi psicologici), ma ne è un aggravante.

Il disturbo acuto da stress correlabile a violenza sessuale

Sempre secondo il referto, la paziente risulta affetta da un disturbo acuto da stress con sintomi correlabili a una violenza sessuale. Si consiglia successiva visita psicologica e un costante sostegno psichico oltre alla protezione dall'eventualità di incontrare i suoi presunti aggressori. 

Il blocco della voce

La ragazza avrebbe riferito di non essere riuscita a gridare a seguito di un blocco della voce che viene considerato dai redattori del referto tipico dell'esperienza traumatica. Altro elemento tipico riferito - stando al referto - è quello della separazione corpo-mente avvenuta in due momenti durante la presunta violenza, cioè la percezione che il corpo non le appartenesse. La giovane inoltre non avrebbe reagito anche perché intimorita dalle minacce: quella che, in caso di rifiuto all'atto, sarebbe stata usata violenza alla sorella e la paura di essere picchiata. 

I dettagli minuziosi

Nel referto anche il dettaglio del racconto della presunta violenza con particolari sessuali estremamente precisi. La ragazza inoltre sembra ricordare bene anche l'abbigliamento e le caratteristiche fisiche dei presunti aggressori. La giovane riferisce - sempre stando al referto - che, una volta conclusosi il tutto, il suo timore era che i suoi genitori ne venissero a conoscenza e che probabilmente l'avrebbe riferito solo alle amiche. Avrebbe poi raggiunto una panchina della stazione dove, in lacrime, sarebbe stata soccorsa da un uomo, che poi, sempre dai giornali, avrebbe scoperto chiamarsi Vittorio De Luca. A lui avrebbe subito detto di essere stata violentata nell'ascensore e che De Luca l'avrebbe convinta a denunciare. 

Dopo il presunto stupro

De Luca avrebbe poi chiamato il 118 mentre la ragazza racconta di essersi sentita sopraffatta dal dolore e che in quel momento ripeteva una frase che il suo psicologo le aveva detto la mattina stessa dell'evento: «Se una cosa accade una volta è come se non fosse mai accaduta, ma una cosa che accade una seconda volta accadrà una terza...» La giovane fa riferimento, secondo il referto, a una presunta precedente aggressione sessuale, avvenuta sempre nella stazione della Circumvesuviana e sempre a opera dei tre ragazzi, insieme ad altri coetanei.

I precedenti riferiti

La ragazza racconta di essere stata avvicinata dapprima con gentilezza: uno dei giovani le ha offerto una giacca per coprirsi perché tremava a causa, a detta della stessa ragazza, dei farmaci che assume, Poi i coetanei avrebbero tentato di aggredirla sessualmente. La ragazza sarebbe riuscita a scappare infilandosi sul treno: anche in quel caso sarebbe stata minacciata la sorella. I presunti aggressori l'avrebbero inseguita però fino alla porta di casa. Inoltre riporta di altri due episodi di violenza avvenuti quando aveva 14 e 16 anni, in entrambi i casi sempre da parte di tre minorenni. 

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