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Costose, incompiute, inutilizzate: i problemi di Venezia con le opere pubbliche

Valerio Mammone - 07/04/201907:34

L'ultima in ordine cronologico è l'ovovia, la struttura che avrebbe dovuto trasportare i disabili da una parte all'altra del ponte di Calatrava: costata due milioni, non è mai entrata in funzione. E ora sarà smantellata

Sarà per l'erosione provocata dall'acqua. Sarà per l'enorme quantità di turisti che affolla le calli ogni giorno. Sarà che siamo in Italia e nessuna città è immune dai mali che affliggono da sempre il nostro Paese, tra i quali l'enorme difficoltà a programmare opere di manutenzione in tempi celeri. Per un insieme di fattori, Venezia ha un problema con le opere pubbliche e non parliamo soltanto del Mose, il sistema ideato per difendere la città dall'acqua alta. Ma anche dell'ovovia e del ponte di Calatrava. Tre opere da cui sono nate altrettante inchieste della Corte dei Conti, che pur avendo avuto esiti diversi hanno un denominatore comune: i costi che aumentano, i tempi che si dilatano e un vantaggio per i cittadini che, ponte a parte, non è ancora o non è mai arrivato.

L'ovovia

L'ultima notizia è che l'ovovia, la struttura installata accanto al ponte di Calatrava, sarà smantellata. Niente di male, se non fosse che è costata un milione e 800 mila euro e non è stata praticamente mai utilizzata. La struttura era stata costruita per aiutare le persone diversamente abili ad attraversare il ponte che collega piazzale Roma alla stazione di Santa Lucia, ma non è mai entrata davvero in funzione se non per pochi giorni. Senza contare il fatto che d'estate all'interno si raggiungevano i 50 gradi. 

Ansa | Il ponte di Calatrava, ingresso negato ai disabili

L'idea di smantellarla circolava da un po', ma il Comune non è mai passato all'azione per il timore di incorrere in un'accusa di danno erariale. Nei giorni scorsi, però, c'è stata una svolta: la Corte dei Conti, l'organo che controlla il modo in cui le amministrazioni pubbliche spendono i soldi, ha archiviato il procedimento relativo a un presunto danno erariale. Il provvedimento, come scrive La Nuova Venezia, può essere considerato come un nulla osta tecnico per la rimozione, che costerà altri 40mila euro. Le persone diversamente abili saranno trasportate gratuitamente con i vaporetti.

Il ponte di Calatrava

L'ovovia è stata installata su un'opera già di per sé molto problematica: il ponte della Costituzione, noto come "ponte di Calatrava", dal nome del famoso architetto Santiago Calatrava che lo ha progettato e donato a Venezia, quando il sindaco era ancora Massimo Cacciari. La vicenda del ponte è ben ricostruita in questo articolo e nella sentenza di 400 pagine con cui la Corte dei Conti del Veneto, nel 2015, ha assolto l'architetto Calatrava e tre dirigenti del Comune di Venezia dall'accusa di danno erariale. 

Ansa | Il ponte di Calatrava di notte

Facciamo un riassunto: i primi grattacapi arrivarono già in fase di progettazione, quando diversi esperti manifestarono dei dubbi sulla staticità del ponte. Il progetto fu, poi, approvato da tutti gli enti coinvolti, ma in fase di costruzione si presentarono diversi problemi che richiesero alcune modifiche al progetto e un conseguente aumento dei tempi e della spesa, che passò dai 6,7 milioni di euro a 11.

L'inchiesta della Corte dei Conti ha stabilito che l'aumento del costo non era dovuto agli errori di progettazione e per questo ha assolto tanto Calatrava, a cui era stato chiesto un risarcimento di 3,8 mln di euro, quanto i dirigenti del comune di Venezia che avevano dato il via libera all'opera. Oggi il ponte è soggetto a un monitoraggio costante. La manutenzione ordinaria, richiesta anche dal grande afflusso di turisti, è una voce di spesa importante (oltre 150mila euro l'anno). I problemi non sono finiti: uno di questi è proprio la mancanza di rampe per i disabili, motivo per cui è stata costruita l'ovovia, che ha fatto la fine che sappiamo.

Il Mose

Oltre a essere la più imponente opera pubblica italiana in corso, il Mose è anche il più ingombrante problema di Venezia. Il progetto, un sistema di barriere mobili che in caso di necessità dovrebbero sollevarsi, proteggendo la città dall'acqua alta, è nato 35 anni fa. I lavori sono cominciati nel 2001, quando al Governo c'era Silvio Berlusconi, e non sono ancora finiti.

La data dell'inaugurazione è stata spostata di anno in anno: l'ultimo rinvio c'è stato il 28 marzo scorso, quando il provveditore alle Opere pubbliche, Roberto Linetti, ha detto ai membri della commissione Ambiente della Camera che l'opera non sarà mai consegnata entro il 31 dicembre 2021, come previsto.

Ansa | Il cantiere del Mose

Oltre ai tempi, che sono aumentati anche a causa della mega inchiesta per corruzione del 2014 (35 arresti, oltre 100 indagati), si sono dilatati anche i costi, passati dall'equivalente di un miliardo e 540 milioni di euro nel 1992 ai 5 miliardi e 500 milioni di euro di oggi, tutti a carico dello Stato. Una spesa che potrebbe aumentare, anche perché alcuni elementi già installati, che si trovano attualmente sott'acqua, sono soggetti a corrosione e devono essere sostituiti.

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