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Europee, Salvini presenta i suoi alleati e rimprovera a Di Maio l'incontro con i gilet gialli

Francesca Martelli - 08/04/201917:25Aggiornato 08/04/2019 19:34

Il leader leghista si spazientisce quando i giornalisti chiedono conto dell'assenza di Marine Le Pen

L'assenza di Marine Le Pen al lancio della campagna elettorale della Lega per le Europee era nota. Un po' meno la reazione di Matteo Salvini che alla domanda se sia preoccupato per l'assenza della leader di Rassemblement National ripete un paio di volte: «Ma che ca..o». Appuntamento rimandato al 18 maggio a Milano, manifestazione di piazza dei partiti sovranisti prima del weekend elettorale.

Il titolo scelto per l'evento di oggi è «Verso l'Europa del buonsenso», e a fianco del leader leghista sono arrivati Jörg Meuthen (Alternative für Deutschland), Olli Kotro (The Finns Party) e Anders Vistisen (Dansk Folkeparti). «Non abbiamo ancora scelto il leader, non è un problema di nomi - spiega Salvini, secondo cui lui, Le Pen o un'altra persona non farebbe differenza. Tipico linguaggio da politici.

Tutti e tre i leader presenti a Milano e considerati molto vicini all'estrema destra sognano di vedere Salvini (che sarà capolista in tutte le circoscrizioni) capo della Commissione europea al posto di Juncker. Difficilmente accadrà, visto il ruolo da vice-premier che ricopre, oltre quello da segretario della Lega e chissà in futuro, viste le possibili fibrillazioni nel governo dopo il 26 maggio. Ma per il vicepremier il dibattito su comunisti e fascisti è ormai superato. Il portavoce tedesco dell'Afd, sollecitato dai giornalisti, ripete dal palco più volte di essere contro l'antisemitismo e il nazismo.

La «famiglia allargata» dei partiti sovranisti a cui pensa Salvini non è ancora completa e potrebbe ospitare anche gli spagnoli di Vox, ma al momento sembra più un retroscena giornalistico che una possibilità reale. La campagna elettorale tra Lega e Movimento 5 Stelle in vista delle Europee è ormai apertissima. Dopo gli scontri in tv di ieri, Di Maio e Salvini sono tornati a criticare le rispettive alleanze per Bruxelles.

Il leader leghista sembra non aver gradito le puntualizzazioni contenute nella lettera inviata al Corriere della Sera in cui Di Maio lamentava «scortesie» nei confronti dei ministri M5s. «Io non commento quello che fanno gli alleati». Ma poi arriva l'affondo: «Io non commento neanche quando il mio amico e collega vice premier va a Parigi a trovare qualcuno che mette in difficoltà il governo italiano».

Quell'incontro con i Gilet gialli per cui il capo politico del Movimento 5 Stelle continua a scusarsi pubblicamente. Ma alla vigilia della presentazione del Documento di Economia e Finanza (Def) continua la tensione sulla flat ‎tax. Con il capo politico dei pentastellati che chiede abbia una progressività, diversamente da Salvini.

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