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«Troppi insulti e minacce», annullata la cena con Caio Mussolini. Il ristoratore: «Non faccio politica»

Maria Pia Mazza - 10/04/201911:20Aggiornato 10/04/2019 12:18

Cancellata la cena di presentazione del libro di Caio Mussolini. Il proprietario: «Io sono contrario alla politica, sono un ristoratore»

Dopo la sospensione del profilo su Facebook, arriva anche la cancellazione della cena di Caio Giulio Cesare Mussolini, il pronipote del Duce candidato alle elezioni Europee tra le fila di Fratelli D'Italia di Giorgia Meloni. Tutto era nato dall'iniziativa locale del circolo padovano di Fratelli d'Italia che, in collaborazione con l'associazione Azione Studentesca, aveva deciso di organizzare una serata nel ristorante Rosa di Conselve. Il ristoratore-proprietario, però, ha dichiarato di non essere venuto subito a conoscenza che fosse un evento politico. Lo ha scoperto solo quando è stato subissato di insulti e minacce. Dopo l'accaduto, ha deciso di annullare tutto. 

Come si è sviluppata tutta la vicenda? 

«Si è presentato un signore nel mio locale, chiedendomi se il mio ristorante fosse disponibile ad accogliere la presentazione di un libro. Io, nell’immediato, non ho potuto chiedere, per rispetto della privacy, di che libro si trattasse nello specifico. L’organizzatore mi ha spiegato che doveva presentare un libro e accompagnare l'evento a una cena. All’organizzatore ho chiesto solo in che data volesse farla, perché nei fine settimana, fortunatamente, abbiamo pranzi e cene di famiglia e di amici. Il signore mi ha spiegato che avrebbe prenotato la sala per 60/70 persone per la serata di mercoledì 10 aprile».

Poi ha chiesto di nuovo di che tipo di presentazione si trattasse?

«Sì. Passati un po’ di giorni, nel momento in cui dovevamo decidere il menù ho chiesto nuovamente di che libro si trattasse. Allora l’organizzatore mi ha detto: “Guardi, si tratta di un libro sul fascismo”. Allorché ho espresso alcune perplessità sul fatto che potesse crearsi del trambusto, ma mi hanno rassicurato che sarebbe stata una presentazione normale. Cos’altro avrei dovuto chiedere? Ho ripetuto più volte che non volevo fosse una cosa politica. Io sono contrario alla politica».

Poi è apparso il volantino e le sono arrivate brutte recensioni

«Sì. L’altro giorno è venuto fuori il volantino, che non avevamo autorizzato, e hanno cominciato a minacciarci pesantemente su Facebook, Google, e Tripadvisor. I carabinieri mi han consigliato di denunciare. Da quel momento ho deciso di annullare tutto perdendo 2500€, almeno. Avevo comprato tutti i prodotti per la cena e pagato i miei dipendenti, però pazienza».

L'accusano di non aver subito detto di no. 

«Se lei venisse da me a chiedermi di fare una cena, io non posso chiederle cosa fa nella sua vita privata, con chi si intratterrà durante la cena, quali saranno i fini della cena. Io sono un ristoratore. Il mio mestiere è farlo bene e il mio unico interesse è quello di fare la cena, dar da mangiare ai clienti, sperare siano soddisfatti dal cibo, che possano passare il tempo piacevolmente e pagare i miei dipendenti. Questo è il mio lavoro. Non è mio compito discriminare le persone per il loro orientamento politico, sessuale, religioso. Non posso chiedere: ma lei è di destra? È di sinistra? È etero? È gay? È cristiano? È musulmano? Non devo chiederlo. Il mio lavoro è fare ristorazione e devo essere giudicato per quello».

Da dove è partito il linciaggio?

«È partito tutto dalla pagina di Facebook Catai, dove hanno attaccato il ristorante. C’era scritto: 

Noi veramente rimaniamo senza parole a volte. Guardate questa locandina. L'incontro è messo in piedi da Fratelli d'Italia, Azione studentesca e Passaggio al bosco (?). Ospite speciale: Caio Giulio Cesare Mussolini, bisnipote del ben più noto Benito Mussolini... chiaramente candidato alle elezioni europee con fratelli d'italia. Tutto questo si commenta da solo, sommato alle cariche di venerdì 29, alla gogna mediatica subita da Maria perché oltre a essere antifascista ADDIRITTURA insegna! Non sappiamo se ridere o piangere, il tutto è tragicomico ma purtroppo è vero.  Se ce ne fosse ancora bisogno: il fascismo non è un'opinione è un crimine. L'antifascismo, invece, è un dovere.

Poi hanno scritto nei commenti: 

Il boicottaggio è una antica pratica per la difesa delle lavoratrici e dei lavoratori contro quei commercianti che sceglievano di schierarsi dalla parte dei latifondisti nelle campagne del nord Italia. Facciamo sentire alla pizzeria ristorante la Rosa di Conselve che è inaccettabile ospitare fascisti nostalgici noti esponenti di gruppi violenti come il Veneto Fronte Skinhead (ass. Culturale VFS) o di richiamo alla repubblica fantoccio e stragista RSI. Si tratta di un semplice fatto di di civiltà! Scrivi una recensione sulla loro pagina Facebook o su Google.

Hanno messo il profilo del mio ristorante e hanno iniziato ad andarci sul pesante. Io potrei pure pensarla anche come loro, cosa ne sanno quelli che mi hanno attaccato, ma io sono un semplice ristoratore. La nostra decisione di cancellare la cena è dovuta solo al fatto di salvaguardare il locale da possibili scontri». 

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