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Il papà di Di Maio abbatte le strutture abusive sul terreno di Marignanella

Redazione - 10/04/201914:01Aggiornato 10/04/2019 14:09

Il sopralluogo delle autorità era scattato lo scorso novembre, dopo la pubblicazione di un'inchiesta giornalistica. Il padre del ministro dello Sviluppo economico aveva ammesso l'abuso edilizio di quella che un tempo era una stalla poi resa abitabile

Alla fine sono stati abbattuti. I tre manufatti abusivi sul terreno della casa di Marignanella del padre di Luigi Di Maio non ci sono più. Al centro di polemiche politiche dopo i controlli da parte delle autorità, sono stati eliminati dallo stesso signor Antonio Di Maio, padre del vicepremier M5s.

L'abbattimento, pagato di tasca sua, è seguito all'ordinanza emessa dal Comune di Mariglianella, in provincia di Napoli, che a inizio gennaio dava 90 giorni di tempo ad Antonio Di Maio per liberarsi dei manufatti abusivi. A diffondere la notizia, il sindaco Felice Di Maiolo. Quanto al quarto manufatto presente su quel terreno è risultato antecedente al 1967, quando dunque non erano ancora richiesti titoli per costruire perché non era entrata in vigore la legge sull'edilizia.

Il sopralluogo della polizia municipale di Mariglianella era scattato lo scorso novembre, dopo la pubblicazione di un'inchiesta giornalistica. A quel tempo, il padre del ministro dello Sviluppo economico aveva ammesso l'abuso edilizio di quella che un tempo era una stalla poi resa abitabile. 

La famiglia Di Maio avrebbe potuto scegliere di presentare ricorso al tribunale amministrativo ma invece, nei giorni scorsi, Antonio Di Maio ha provveduto ad abbattere tutti i tre manufatti abusivi per chiudere la vicenda e, probabilmente, non complicare ulteriormente la vita a suo figlio.

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