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Orfini: «Non mi scuso con Marino. Se Roma è un disastro è anche colpa sua»

Redazione - 10/04/201915:23Aggiornato 10/04/2019 15:42

Dopo l'assoluzione dell'ex sindaco di Roma per il cosiddetto "Scandalo degli scontrini", molti hanno chiesto ai dirigenti del Pd di allora di scusarsi. Orfini spedisce la richiesta al mittente: "Possiamo far finta che fosse un ottimo sindaco, ma non è così"

«Ieri Marino è stato assolto per la vicenda degli scontrini. Alcuni, compreso qualche dirigente del Pd, mi chiedono di scusarmi per la scelta di sfiduciarlo. Non credo di doverlo fare». Matteo Orfini, deputato e Presidente del Partito Democratico già durante l'era Marino, commenta in modo durissimo le richieste di scuse arrivate dopo l'assoluzione in via definitiva dell'ex sindaco di Roma.

«La scelta di sfiduciarlo - scrive in un lungo post su Facebook - non era legata all'inchiesta. Marino non era adeguato a quel ruolo, stava amministrando male Roma, la città era un disastro. Provai per un anno ad aiutarlo, difesi l'indifendibile, compresa la scelta di rimanere in vacanza in alcuni dei momenti più delicati della vita della città. Non bastò perché errori e atteggiamento del sindaco non cambiarono».

Dopo la sentenza della Corte di Cassazione, che ha annullato la condanna in secondo grado per falso e peculato, la ferita Marino si è riaperta. Il Pd decise di sfiduciarlo nell'ottobre del 2015, dopo una lunga serie di polemiche: dalla Panda rossa entrata - si disse - senza permesso nella ztl, all'assenza del sindaco a Roma durante i funerali show di Vittorio Casamonica, fino allo scontrini-gate.

Marino fu accusato di aver usato la carta di credito del Comune per fini personali: una serie di cene private, spacciate come cene di lavoro. Dopo l'assoluzione in primo grado e la condanna in appello, l'ex sindaco è stato assolto di fatto dalla Cassazione, che ha annullato senza rinvio la condanna in secondo grado.

Il siluramento di Marino è sempre stato addebitato a Matteo Renzi e ai suoi parlamentari e colleghi di partito di stretta fiducia, tra cui Orfini. La ferita non si è mai davvero rimarginata perché dopo la caduta di Marino il Pd si è avviato verso il declino, perdendo prima Roma e poi la fiducia degli elettori che solo un anno prima, nel 2014, lo avevano premiato alle elezioni europee col famoso 40% dei voti. Ed è proprio a questo che fa riferimento Orfini nel suo post.

«Molti obiettano che quella scelta ha portato alla vittoria della Raggi e al disastro attuale - scrive Orfini -. Per carità, ognuno può interpretare a piacimento il nesso di causa-effetto. Dal mio punto di vista, la Raggi l'ha portata il disastro amministrativo prodotto da Marino e un'inchiesta – Mafia capitale – che sconvolse la città e il Pd. Possiamo far finta che tutto questo non c'entri. Possiamo raccontarci che Marino fosse un sindaco fantastico. Ma appunto faremmo solo finta».

Orfini accusa Marino di aver governato Roma pensando soltanto alle zone più agiate: «Chiunque giri la città sa che fuori dalle Mura aureliane sono pochi quelli che rimpiangono la nostra amministrazione. Abbiamo passato una settimana a parlare di quanto le periferie si siano sentite abbandonate dal Pd. Io sono l'unico parlamentare del Pd che nei giorni infernali in cui si rischiavano gli schiaffi a Torre Maura ci è andato».

«Un uomo intellettualmente onesto come Sabella, assessore alla legalità di Marino, ha recentemente riconosciuto proprio questo limite - continua Orfini -. L'aver governato Roma come finisse con le Mura aureliane. La Roma disastrata di oggi - conclude Orfini con un attacco durissimo - è anche figlia di quella stagione, di quei limiti amministrativi, di quella visione antipolitica, di un partito che era davvero impresentabile».

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