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Di Maio presenta le capolista al parlamento Ue: «Le Europee non c'entrano con il governo»

Francesca Martelli - 13/04/201919:04

«Non candidiamo donne, ma eccellenze» ha detto il capo politico M5S. Le nomine dovranno ora essere ratificate dalla votazione online

L'ultima campagna elettorale per le Europee dei 5 Stelle era finita sotto la pioggia di Milano, piazza Duomo. Sul palco erano saliti Beppe Grillo e Dario Fo. Cinque anni dopo non si sa ancora dove sarà fatta la chiusura della campagna elettorale, ma intanto Luigi Di Maio ha scelto il tempio di Adriano a Roma, per presentare le cinque capolista: si tratta di Alessandra Todde, Chiara Maria Gemma, Daniela Rondinelli, Maria Angela Danzì e Sabrina Pignedoli.

Ci sarà una votazione online sulla piattaforma Rousseau per confermare i nomi scelti dal capo politico M5S, che si sommeranno ai 76 candidati che hanno superato il secondo turno delle parlamentarie.

Foto di rito e brevi presentazioni per le candidate che Luigi Di Maio ha definito «cinque eccellenze italiane». In platea ci sono gli altri candidati, che a differenza degli eurodeputati (tutti ricandidati per un secondo mandato) sembrano intimoriti dalle telecamere. «Non possiamo rilasciare interviste video», «Non siamo autorizzati a parlare» dicono molti di loro.

«Aprire le liste per me è quanto di più importante per una forza politica» sostiene Di Maio che apre così ai candidati provenienti dalla società civile come annunciato dopo gli ultimi risultati alle Regionali. Altri esponenti della società civile erano stati candidati in realtà già per le Politiche di un anno fa, ma per alcuni la strada nel Movimento 5 Stelle è già finita: è il caso del senatore Gregorio De Falco e del deputato (e velista) Andrea Mura, entrambi espulsi,

L'accoglienza dei parlamentari in sala verso le cinque capolista è stata un po' fredda. Di Maio prova a scaldare il clima annunciando che arriveranno presto altri alleati, oltre a quelli presentati un mese fa. Per comporre un nuovo gruppo parlamentare servono infatti almeno 25 eurodeputati provenienti da almeno  7 Stati membri, «Di certo non faremo alleanze con forze politiche che quando facevamo la legge di bilancio ci chiedevano nuove misure di austerity» o con chi «si è opposto alla redistribuzione dei migranti» in Europa.

Il riferimento, seppur non esplicito, è ai partiti sovranisti a cui il leader della Lega Salvini riserva sempre grandi lodi (da Victor Orban a Marine Le Pen). Ma sorvola sul fatto che proprio nel 2017, quando il parlamento Ue fu chiamato a votare sulla riforma del Trattato di Dublino (che conteneva anche l'inserimento di quote vincolanti di migranti negli Stati Ue, che al momento restano su base volontaria), il Movimento 5 Stelle si astenne. «La riforma non era abbastanza ambiziosa» dissero i pentastellati.

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