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Manifesti elettorali per le Europee: scatta la corsa a quelli cartacei

Redazione - 13/04/201911:59

Tornano i cartelli con i faccioni dei leader 6 metri per 3. Li sceglie anche Silvio Berlusconi, che puntò la sua prima campagna elettorale proprio su questo

Non di soli social vive la campagna elettorale. E infatti uno dei protagonisti del genere come il fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi, ha scelto di puntare soprattutto sui manifesti cartacei di grandi dimensioni (formato 6 metri per 3) per le Europee del 26 maggio.

Così ecco comparire il suo volto per le strade italiane e in Lombardia lo staff del Cavaliere ha scelto addirittura manifesti 10 metri per 12, senza badare a spese. Una scelta speculare a quella delle Politiche del 2018, dove però sui manifesti comparvero slogan e simboli di partito, ma non il volto di Berlusconi.

Anche il leader della Lega Matteo Salvini, che corre come capolista in tutte le circoscrizioni per le Europee, ha messo il suo volto come immagine per la campagna elettorale. Su manifesti cartacei e digitali (come ad esempio nelle stazioni ferroviarie), senza rinunciare al web. Secondo un'analisi del settimanale l'Espresso il vice-premier totalizza quasi 17mila like per ogni post su Facebook e 11 milioni di interazioni (commenti, like, condivisioni) nell'ultimo mese.

Stessa strategia per Giorgia Meloni, che compare sul manifesto di Fratelli d'Italia per le elezioni del 26 maggio e sarà capolista in tutte le circoscrizioni. Uno dei suoi candidati, l'imprenditore Caio Giulio Cesare Mussolini, è stato criticato su twitter (anche) per avere scelto un font che rimanda al periodo fascista.

Il neo segretario Pd Nicola Zingaretti, che non sarà candidata al parlamento Ue, ha scelto la strategia del faccione e appare (con volto sorridente) nei manifesti Pd. Una stima dei costi di una campagna pubblicitaria cartacea è stata fatta da un candidato di Forza Italia della circoscrizione Sud su Repubblica: 40/50 mila euro di cartellonistica e 20/25 mila di tipografia per fac-simile e altri manifesti. Sommando questi costi a quelli delle affissioni e della campagna via social, si arriverebbe a circa 120 mila euro per ogni candidato per Bruxelles. 

Insomma la pubblicità cartacea non è stata ancora azzerata da quella digitale. Questione di target, perché se un diciottenne può ormai informarsi esclusivamente attraverso i social network, è possibile che lo stesso non accada per chi è abituato a votare ormai da decenni. Ma il 26 maggio si voterà anche in numerosi comuni italiani. E anche in questo caso, i manifesti cartacei saranno uno strumento a disposizione dei candidati o di chi vuole criticarli: ad Avellino ad esempio sono comparsi manifesti 6x3 con il volto di politici locali e dell'ex presidente del Consiglio Ciriaco De Mita e la scritta «chi ci serviranno questa volta?».

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