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Se Salvini e Di Maio competono (anche) per un avviso di garanzia

Francesca Martelli - 16/04/201907:43

Secondo il codice di comportamento del Movimento 5 Stelle in caso di indagine gli esponenti M5S «avevano l'impegno etico a dimettersi». Nel 2017 arriva però il codice etico, il regolamento che considera incompatibile con la carica elettiva solo una condanna di primo grado 

La competizione pre-elettorale tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini in vista delle Europee è ormai quotidiana: questa volta anche sugli avvisi di garanzia. Il caso è quello dei 47 migranti a bordo della nave Sea Watch3. Era gennaio, ma la notizia dell'indagine per sequestro di persona è arrivata ieri dai diretti interessati. Prima lo aveva annunciato il leader leghista a Monza poi - dopo circa 5 ore - il capo politico M5S da Dubai: «Ho letto dell'indagine a carico di Salvini: ho ricevuto la stessa notifica, sono indagato anche io ma non mi sento Napoleone». Infine, la diretta Facebook del ministro dell'Interno per mostrare l'avviso di garanzia.

Libia, chiusura dei porti, spazzatura a Roma, l'essere indagati: i due vice-premier cercano di occupare tutto lo spazio disponibile. E ovviamente immaginano che il fascicolo su Sea Watch possa finire, per gli esponenti del governo coinvolti (Conte, Salvini, Di Maio, Toninelli), esattamente come per il caso dei migranti bloccati a bordo della nave della Guardia costiera Diciotti. Un eventuale voto sulla piattaforma Rousseau per l'autorizzazione a procedere nei confronti di Luigi Di Maio avrebbe poi un esito scontato. La decisione su Sea Watch sarebbe rivendicata come scelta di governo, di cui i 5 Stelle sono uno degli azionisti.

Il passato da «manettari»

Quando erano all'opposizione, a ogni avviso di garanzia per qualche ministro scattava la richiesta di dimissioni. «In 5 minuti» per esempio Angelino Alfano, allora ministro dell'Interno, avrebbe dovuto fare un passo indietro, secondo Luigi Di Maio. Era il 2016. E anche gli esponenti 5 Stelle davanti a un avviso di garanzia erano sempre molto preoccupati per il loro regolamento interno. Il sindaco di Parma Pizzarotti fu sospeso dal M5S per le modalità con cui aveva avvertito i vertici 5 Stelle dell'avviso di garanzia ricevuto per l'alluvione del 2014 a Parma.

Il nuovo codice

Prima, in caso di indagine, i sindaci M5S «avevano l'impegno etico a dimettersi se la maggioranza degli iscritti al MoVimento 5 Stelle, mediante consultazione in rete, ovvero i garanti del movimento» avessero deciso per questa soluzione. Nel 2017 però venne pubblicato sul sito di Beppe Grillo il codice di comportamento in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie. Quelle a carico di sindaci o consiglieri comunali 5 Stelle erano ormai alle porte: dal sindaco Pizzarotti all'assessore all'Ambiente del comune di Roma Muraro. Dal sindaco di Livorno Nogarin a Virginia Raggi.

Il codice etico considera incompatibile con la carica elettiva solo una condanna di primo grado, ma il tema dell'avviso di garanzia è diventato più sfumato. Questa regola è stata applicata anche ai candidati alle elezioni europee. L'ultimo caso è quello di Mariangela Danzì, tra le cinque donne indicate dal capo politico M5s come capolista per le Europee, che sarebbe indagata dalla procura di Brindisi per un intervento eseguito dall'Autorità di Sistema Portuale per delimitare il circuito doganale. I 5 Stelle non ritireranno la sua candidatura,

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