Rifiuti a Roma,  alcune scuole ancora sporche: è rischio caos

Nonostante il lavoro a tappe forzate di Ama, non tutti gli accessi agli istituti scolastici sono stati ripuliti. I presidi rilanciano l’allarme, verifiche dalle Asl

A poche ore dall'apertura delle scuole, la notte del 6 gennaio, numerosi tra i 3000 edifici scolastici della capitale hanno i loro ingressi ingombri di spazzatura. A rilanciare l'allarme è l'Associazione nazionale presidi, la stessa che subito dopo Capodanno aveva sottolineato il rischio che le scuole non riaprissero a causa dell'emergenza igienico-sanitaria.


Rifiuti a Roma,  alcune scuole ancora sporche: è rischio caos foto 1

L'Anp sta raccogliendo le segnalazioni da dirigenti e genitori, in attesa di capire il da farsi, ma è chiaro che le decisioni saranno prese caso per caso la mattina del 7. Alcune di queste immagini sono arrivate anche alla redazione di OPEN e raccontano una situazione grave, che potrebbe portare anche all'intervento delle Asl competenti. E' il caso, ad esempio, dell'ingresso della  materna Lattanzio, in zona Balduina: una montagna di spazzatura quasi nasconde la porta d'accesso da cui dovrebbero passare i bambini. 

 

Rifiuti a Roma,  alcune scuole ancora sporche: è rischio caos foto 2

 

Era stata proprio la sezione locale dell'Associazione nazionale presidi a lanciare l'allarme in vista dell'apertura delle scuole. Sottolineando con una lettera inviata alla sindaca di Roma, Virginia Raggi, che i dirigenti avrebbero potuto tenere sprangate le porte d'accesso degli istituti che guidano, se non fossero state ripristinate condizioni sanitarie e igieniche adeguate: a Roma, infatti, soprattutto dopo l'incendio di un impianto di smistamento rifiuti avvenuto ai primi di dicembre, l'emergenza rifiuti è ormai permanente. Dopo la lettera, anticipata dal Messaggero, le pattuglie di Ama hanno proceduto a tappe forzate per ripulire dall’immondizia l’ingresso delle scuole. Ma il rischio catastrofe è comunque dietro l’angolo e infatti le Asl sono state allertate già dal 6 gennaio, in vista della richiesta di controlli rapidi il 7 mattina.

 

Dello scandalo sporcizia a Roma si è tornato a parlare nei giorni scorsi per vari motivi. Prima, l’11 dicembre, c’è stato – appunto - il rogo quasi certamente doloso dell’impianto di trattamento e smistamento rifiuti tmb Salario, che accoglieva un terzo della spazzatura indifferenziata cittadina. Una vera bomba ecologica a cielo aperto che, però, ha continuato a funzionare a pieno ritmo fino al giorno dell’incendio.

 

Visto che il tmb di fatto stoccava i rifiuti, dopo l’incendio, il Comune di Roma ha dovuto cercare soluzioni tampone per trasferire quanto più materiale possibile fuori dall’area cittadina e, in buona parte, fuori dalla Regione. Prima di Natale ha firmato un accordo anche con l’Abruzzo, mentre l’altro tmb della municipalizzata, quello di Rocca Cencia, risulta strapieno.

 

Nel frattempo, però, la preoccupazione per la manutenzione delle strade cittadine ha ripreso a crescere. In parte  – e c’è chi dice che sia questa la ragione per cui nelle ultime ore la città è stata pulita, sempre parzialmente, a tappe forzate – per un articolo uscito sul New York Times che evidenzia la grave emergenza, dando voce al blog molto popolare (ma da tanti contestato) Roma fa schifo.

 

I presidi: “Aspettiamo 15 giorni”

Poi, appunto, per la lettera che l’Associazione nazionale presidi ha inviato al Sindaco, annunciando che, se non fosse stata rimossa la spazzatura dagli ingressi delle scuole, il 7 gennaio gli istituti non sarebbero stati riaperti. “Nelle ultime ore, Ama ha lavorato anche di notte per ripulire l’ingresso delle scuole – spiega a OPEN Mario Rusconi,  presidente dell’Anp Lazio –  abbiamo ancora alcune situazioni di emergenza e non solo in periferia. Ho ricevuto allerta gravi sia da Balduina, quartiere cosiddetto benestante, sia dalla Casilina”. Lunedì mattina, i dirigenti scolastici valuteranno caso per caso il da farsi: “Chi considererà troppo gravi i rischi igienici e sanitari chiamerà la Asl per chiedere la chiusura dell’Istituto”. Per ora, però, l’Anp ha frenato la serrata generale: “Temiamo che il caos riprenda a stretto giro. Per questo, abbiamo fissato una sorta di scadenza da qui ad altre due settimane. Se non accade ancora nulla, oltre a proporre al sindaco Virginia Raggi di rimuovere i vertici di Ama, valuteremo di chiudere le scuole appellandoci all’intervento delle Asl”.

 

La comunicazione di Ama 

Da Palazzo Senatorio,sede della municipalizzata, è stata diffusa una nota : "La maggior parte delle circa 3.000 scuole di Roma è stata monitorata già questa mattina. Tutte le eventuali criticità sono oggetto di intervento urgente in modo da ripristinare il decoro già entro la giornata di oggi (ovvero del 5 gennaio ndr)". La sindaca Raggi, intanto, sta preparando un dossier da presentare in Procura nei prossimi giorni con il quale punta a rivelare le responsabilità dell’attuale crisi e ad ipotizzare  quelle relative all’incendio al tmb Salario. Non sue, ovviamente, ma interne ad Ama.  

 

Il fai da te

I presidi per ora aspettano, dunque. Ma di certo, spiega ancora Rusconi, non potranno essere le scuole a provvedere ad una sorta di derattizzazione fai da te. Eppure, a maggio scorso qualcuno l’aveva proposto. In una circolare,  una Asl aveva proposto che fossero le scuole ad occuparsi della derattizzazione, vista l’emergenza.