Governo trova accordo sulle trivelle: stop alle ricerche per 18 mesi

di Redazione

Dopo lo scontro delle ultime ore che ha rischiato di far saltare il decreto Semplificazioni, Lega e M5S hanno trovato un compromesso. Previsto anche un aumento dei canoni di concessione. Slitta a lunedì 28 gennaio l’esame del dl in Senato

Dopo lo scontro sulle trivelle che ha rischiato di far saltare il decreto Semplificazioni, Lega e M5S hanno trovato un accordo sul tema. Previsto uno stop di 18 mesi delle ricerche di idrocarburi in mare e un aumento dei canoni di concessione. A renderlo noto è il pentastellato Mauro Coltorti​​​, presidente della commissione Affari costituzionali e lavori pubblici al Senato. L’accordo è stato confermato anche dalla Lega: «Intesa raggiunta, ma basta con i ‘no’», hanno detto fonti del Carroccio. «Sul dossier trivelle sono stati salvati i posti di lavoro, è stata garantita continuità di estrazione e rinnovo delle concessioni in proroga ma a la politica del no a tutto non fa bene al Paese». Slitta a lunedì l’esame in Senato del decreto Semplificazioni. Dopo l’accordo sulle trivelle, le commissioni Affari Costituzionali e Lavori lavoreranno per terminare l’esame degli altri emendamenti del dl. 

L’accordo è stato raggiunto grazie alla concessione di uno stop di 18 mesi – nelle more dell’adozione di un piano nazionale – sulle nuove ricerche di idrocarburi e un compromesso sull’aumento dei canoni di concessioni. Il M5S aveva proposto di alzare il canone di 35 volte, mentre l’accordo finale prevederebbe un aumento di 25 volte.

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa – la cui posizione contro le trivelle ha aperto lo scontro nel Governo – ha dichiarato di continuare a essere un convinto «No-triv», ma ritiene che l’accordo sia un «buon primo passo». «Io sono uomo semplice, step by step. L’importante è che abbiamo iniziato un percorso con lo stile rigoroso di tutelare l’ambiente, la moratoria è già un bel passaggio», ha detto il ministro. E ha aggiunto: «L’aumento dei canoni di 25 volte non è poco». 

Commenta positivamente l’accordo anche il premier Conte: «Nell’attesa dell’adozione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiTESAI), si è convenuto di sospendere i procedimenti amministrativi relativi al conferimento di nuovi permessi di prospezione, di ricerca o di concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, di prospezione e di ricerca in essere, mentre non vengono sospese le istanze di proroga delle concessioni di coltivazione in essere».

Continua Conte: «Il Governo al fine di assicurare una puntuale ed efficace adozione del Pitesai e di confrontarsi in modo trasparente con tutti gli operatori del settore, garantisce l’istituzione di un Tavolo permanente presso il Ministero delle Sviluppo Economico, che avrà anche il compito di concordare le misure definitive, in coerenza con il Piano delle aree».

Per Angelo Bonelli dei Verdi però «ci troviamo di fronte all’apoteosi del gattopardismo. ovvero ad un colossale raggiro».  Precisa Bonelli: «L’emendamento con due commi salva: le concessioni scadute, che potranno essere automaticamente rinnovate, e i procedimenti amministrativi per nuove concessioni pendenti alla data di entrata in vigore della legge». Bonelli polemizza poi con il ministro dell’Ambiente: «In questo modo la totalità delle concessioni, anche quelle ad oggi ancora non autorizzate, potranno in futuro ottenere il titolo ad estrarre petrolio, ed informo il ministro Costa che, se non lo avesse letto, con questo comma dovrà firmare le autorizzazioni a trivellare»