Ecco perché le chiusure domenicali varranno anche per il mondo online

Il relatore del ddl Andrea Dara (Lega): «L’accordo tra Lega e Cinque Stelle varrà anche per la distribuzione della merce online. Nella bozza la dicitura vendita al dettaglio comprende anche l’e-commerce»

«Stop alle consegne domenicali anche per chi acquista su internet per ventisei domeniche l'anno». Questo è quanto afferma Andrea Dara, parlamentare della Lega e relatore dell'accordo sulle regolarizzazioni delle chiusure domenicali dei negozi, depositato in Commissione attività produttive della Camera per porre un freno alle liberalizzazioni del decreto Salva Italia dell'era Monti.

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«Nella bozza si legge solo la dicitura «vendita al dettaglio», ma con quella noi intendiamo anche la vendita di prodotti sui portali online. Quindi con questo testo, non ancora definitivo, intendiamo porre un tetto alle consegne di merce la domenica che, appena il testo passerà, non potranno più avvenire», ha voluto precisare Dara. Rientreranno nell'eccezione alla regola tutte quelle attività commerciali già incluse in categorie a parte, come quelle situate nei centri storici. In casi come questo, sarà discrezione dei negozianti decidere se avvalersi della consegna online o no.

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Andrea Dara

Secondo il provvedimento i negozi potranno restare aperti 26 domeniche su 52, scelte da regioni, associazioni di categoria e rappresentanti sindacali, mentre dovranno restare chiusi in almeno 8 delle 12 festività laiche e religiose.

Particolari deroghe sono invece previste per le zone turistiche, i centri storici e i negozi di vicinato. Nelle zone turistiche saranno le regioni a decidere come distribuire le 26 domeniche di apertura in base ai mesi di maggiore afflusso: da aprile a settembre al mare e ai laghi; da dicembre a marzo e da luglio ad agosto in montagna. I negozi dei centri storici potranno restare sempre aperti, tranne durante le festività nazionali.