A Pisa i nuovi requisiti per il concorso fanno infuriare le aspiranti vigilesse: «Siamo state discriminate»

Sollevamenti alla sbarra e corsa. Sono le nuove prove inserite nell’esame per l’idoneità alla professione di vigile urbano. Le donne candidate lamentano l’eccessiva richiesta e si sentono discriminate

Aspiranti vigilesse in difficoltà. Succede a Pisa, dove durante il concorso per l’assunzione di tre vigili urbani, solo il 12,5% delle aspiranti arrivate al secondo step, e cioè quello delle prove atletiche, è riuscito a superarlo. Le prove fisiche sarebbero state troppo pesanti, e non tutte le donne sono riuscite a reggere il ritmo, e per questo si sono sentite penalizzate e discriminate. Diversi i risultati per gli uomini: il 77% ha superato i test atletici. 

«Questa modalità di selezione discrimina fortemente le candidate di sesso femminile», ha spiegato un’aspirante vigilessa al Tirreno.

Il punto è che, come spiegato dal Csa locali (sindacato di polizia), sono già alcuni anni che, in occasione dei concorsi per il reclutamenti di polizia locale, oltre alle prove scritte e orali, sono state introdotte anche delle prove sportive. Il tutto – nello specifico: sollevamenti alla sbarra e corsa a tempo –  è calibrato sulla diverse fisicità tra uomo e donna, infatti alle seconde è chiesto un minor sforzo fisico rispetto ai primi. A quanto pare, però, a Pisa la situazione ha portato a non poche difficoltà. L’inserimento delle prove fisiche, sarebbe il tentativo da parte delle amministrazioni locali di assumere personale più giovane, dato che la categoria – quella dei vigili urbani – segue l’età media dei 50 anni e oltre. 

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