Macron da Fazio: «Con l’Italia soltanto un malinteso»

Il presidente francese ha confermato di aver invitato Sergio Mattarella per un incontro con i giovani d’oltralpe sul futuro e sull’Europa. Durante l’intervista Macron si è rivolto direttamente agli italiani: «Gettiamo il cuore oltre l’ostacolo». Sulla Tav: «No alla contrapposizione binaria fra ecologismo e progresso» 

Nell'intervista rilasciata a Fabio Fazio e andata in onda questa sera a Che tempo che fa, Emmanuel Macron getta acqua sul fuoco nello scontro fra la Francia e il nostro Paese. Non nomina mai il governo italiano, nè i viceministri Di Maio e Salvini, protagonisti del braccio di ferro degli ultimi mesi con Parigi.

Conferma però che ci sarà un incontro nella capitale francese, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in occasione delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci. Macron e Mattarella si troveranno con i giovani francesi per discutere di futuro e di Europa.

Alla domanda di Fazio sulle tensioni fra i nostri Paesi ha chiarito: «C'è stato un malinteso, ci sono state alcune affermazioni eccessive, ma queste peripezie non sono gravi, bisogna andare oltre. E' questo di cui ho parlato con il presidente Mattarella, e per questo l'ho invitato in Francia».

Su richiesta dello stesso Fazio il presidente francese si è inoltre rivolto direttamente agli italiani invitandoli a «gettare il cuore oltre l'ostacolo», cioè a superare le divisioni della politica grazie all'amicizia e alla storia parallela dei nostri popoli.

Un Macron a tutto campo a Che tempo che fa: cultura, immigrazione, Europa, antisemitismo, capitalismo contemporaneo e giovinezza. Ma soprattutto un Macron tutto italiano (abbastanza inedito).

Il presidente ha citato nell'ordine Leonardo Da Vinci, Eduardo De Filippo, Umberto Eco, Roberto Saviano e Altiero Spinelli. Ha definito il suo rapporto con l'Italia «intimo, sinuoso, personale» ricordando come proprio mettendo in scena L'arte della commedia di De Filippo abbia avuto occasione di conoscere la moglie Brigitte.

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Sul tema dell'immigrazione Macron ha detto con chiarezza che l'Europa non ha saputo ascoltare chi come l'Italia «ha avuto un fardello troppo pesante per la sua posizione geografica». Riferendosi evidentemente alle posizioni del governo italiano che continuano a riscuotere consensi, ha ribadito: «L'Italia ha paura perché non c'è stata abbastanza solidarietà dall'Europa».

Per il presidente francese gli atteggiamenti di chiusura della nostra contemporaneità sono il riflesso di una paura dell'occidente di perdere il proprio benessere di fronte alle migrazioni che avvengono per ragioni economiche, climatiche e belliche.

Incalzato da Fazio sugli episodi di antisemitismo che hanno visto protagonisti i gilet gialli, Macron ha spiegato che con la paura arriva il razzismo e la rinascita del vecchio antisemitismo.

Tutto questo in un quadro di eclisse dei valori forti che hanno guidato l'Europa prima della caduta del muro di Berlino, dopo, secondo Macron, si è lasciato spazio alla tecnocrazia, «abbiamo pensato che bastasse gestire la cosa pubblica europea come gestiamo i nostri affari». Perciò per il leader di En March c'è bisogno di «un nuovo pensiero filosofico complesso».

Sul tema della Tav il presidente francese ha chiarito che i problemi verranno risolti «nella concertazione e nella consultazione. Senza la contrapposizione binaria fra progresso e ecologismo».

Fazio ha chiesto anche se, con tutti i suoi impegni istituzionali, riesca a trovare ancora spazio per la giovinezza. Emmanuel Macron ha risposto ricordando ciò che gli era stato detto da Shimon Peres: «Finchè si hanno più sogni che ricordi si è ancora giovani». «In questo senso – ha aggiunto – sono tremendamente giovane».

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