Stefano Delle Chiaie ospite a Piacenza: polemica sul sì del Comune

Il fondatore di Avanguardia Nazionale, già membro del Movimento Sociale Italiano, presenta un libro pubblicato nel 2012

È partito tutto da un tweet: Stefano Delle Chiaie, esponente della destra radicale, sarà presente venerdì 22 marzo alle ore 21 alla Casa delle Associazioni di Piacenza – uno spazio del Comune adibito a eventi e incontri – per presentare il libro L'Aquila e il Condor pubblicato nel 2012. L'evento è stato confermato a Open dagli organizzatori. 

La notizia ha suscitato molte polemiche: dopo aver aderito da giovanissimo al Movimento Sociale Italiano, Delle Chiaie ha fondato Avanguardia Nazionale, un'organizzazione neofascista sciolta nel 1976 per aver violato la legge Scelba, quella che ha introdotto il reato di apologia di fascismo. Delle Chiaie è stato invitato dal Circolo Bombacci, che non è nuovo a iniziative di questo genere. Già nel 2016 era finito nella bufera per aver sponsorizzato un evento presieduto da un esponente di CasaPound. 

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La presenza di Delle Chiaie nel piacentino non piace né al Pd locale e neanche al coordinamento di Articolo Uno: «Ci stiamo avvicinando – spiega il coordinamento provinciale di Articolo Uno al giornale Il Piacenza,  – al 25 aprile Festa della Liberazione, momento fondativo della nostra Repubblica democratica. Festeggiamo la liberazione dal regime fascista grazie alla lotta di resistenza partigiana. In questa vicenda storica anche Piacenza ha dato il suo contributo tant’è che nel 1996 è stata insignita, dal presidente Oscar Luigi Scalfaro, della medaglia d’oro al valor militare».

Stefano Delle Chiaie ospite a Piacenza: polemica sul sì del Comune foto 1

Sempre Articolo Uno spiega che non è la prima volta che questa struttura comunale viene concessa per iniziative dal «chiaro stampo neofascista e sempre durante l’amministrazione di centro destra che governa la città. Ora crediamo che non si possa più far finta di nulla, chiediamo che il Comune di Piacenza dia spiegazioni, chiediamo se il Comune intenda di fatto diventare “complice” di chi propaganda idee contrarie ai valori fondanti della nostra democrazia».

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