Cosa prevede la proposta della Lega sulla castrazione chimica

di OPEN

Tensioni tra gli alleati di governo: la discussione alla Camera del ddl Codice rosso slitta di una settimana

C'è una proposta di legge, quella sul «blocco androgenico» che la Lega ha presentato un anno fa e che ripropone ormai «da circa 20 anni» come ha spiegato il ministro dell'Interno Matteo Salvini in conferenza stampa. E c'è un emendamento depositato dall'onorevole Roberto Turri al ddl Codice rosso che prevede l'introduzione della castrazione chimica per gli autori di violenza sessuale, ma anche per chi compie altri abusi, come un palpeggiamento. Così il Carroccio prova a imporre un tema, esterno al contratto di governo, che ha provocato la reazione degli alleati 5 Stelle. Mentre si cerca un accordo per far passare l'emendamento, la discussione alla Camera è slittata di una settimana.

Cosa prevede l'emendamento della Lega

La Lega ha proposto di modificare l'articolo 165 del codice penale inserendo al ddl Codice Rosso l'articolo 4 bis, che introduce un trattamento inibitore della libido. Non si tratta di una castrazione fisica, ma il partito di Salvini vorrebbe offrire a chi viene condannato «la sospensione condizionale della pena subordinata a trattamenti terapeutici o farmacologici inibitori della libido». «Viene proposto ma non può essere obbligatorio – ha spiegato il ministro della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno a SkyTg24 – perché la Costituzione vieta trattamenti obbligatori. Il soggetto può sceglierlo per avere una sospensione della pena».

M5S contro la castrazione chimica

Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato, ha detto esplicitamente di non essere d'accordo sulla castrazione chimica a margine della presentazione del ddl sul Revenge Porn. Fonti vicine ai 5 Stelle fanno sapere che con questo provvedimento «si prendono in giro le donne. Quello della Lega è infatti un emendamento applicabile nei casi in cui è prevista la condizionale. Questo significa che si applica solo a reati minori, dove appunto si prevede la condizionale, come il palpeggiamento ad esempio e non ha senso».

Gli altri partiti

Fratelli d'Italia aveva proposto nel decreto Sicurezza un emendamento simile a quello leghista. «Fu bocciato dalla Lega – ha detto Daniela Santanché – Apprezziamo il rinsavimento, a scoppio ritardato, dei colleghi leghisti ma non vorremmo che si tratti dell'ennesimo annuncio elettorale, alla luce delle parole del capogruppo al Senato del M5S che ha già espresso la sua contrarietà. Non vorremmo registrare l'ennesima marcia indietro della Lega, che stavolta, però, sarebbe sulla pelle delle donne».