Dal Russiagate agli anni in ambasciata, le tappe della vicenda di Julian Assange

Dalla pubblicazione di documenti diplomatici segreti americani sul Russiagate alle accuse di stupro della Svezia, dalla violazione degli obblighi relativi alla cauzione in Gran Bretagna alla revoca dell’asilo da parte dell’Ecuador. Quello di oggi non è che l’ultimo tassello di un mosaico che è ancora lontano dal completarsi

I guai di Julian Assange cominciano nel 2010 e sono legati a Wikileaks, il portale specializzato nella pubblicazione di documenti riservati di cui è fondatore. Giornalista e attivista australiano con cittadinanza ecuadoriana, Assange ha 47 anni e negli ultimi 7 è stato ospite dell'ambasciata dell'Ecuador a Londra, inseguito da un mandato d'arresto. 

Fino a quando oggi, 11 aprile, le forze dell'ordine britanniche lo hanno arrestato, dopo che l'ambasciata dell'Ecuador ne aveva annunciato l'espulsione. Assange è stato arrestato sia per la mancata comparizione dinanzi a un giudice del Regno Unito nel 2012, sia sulla base di una  «richiesta di estradizione degli Usa», come rende noto uno dei legali di Assange.

Ora gli Stati Uniti sono pronti a processarlo e a valutare quale sia stato il suo ruolo nella pubblicazione di documenti governativi riservati relativi all'inchiesta del Russiagate.

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L'accusa di stupro

È l'agosto del 2010 quando una donna accusa il giornalista e attivista australiano di aver approfittato del sonno per stuprarla senza preservativo. I due si trovavano in Svezia, a Stoccolma, per una conferenza di Wikileaks. Quella donna ha più volte detto di aver sempre rifiutato un rapporto sessuale non protetto. La stessa donna oggi, 11 aprile, dopo l'arresto del blogger a Londra, torna a chiedere la riapertura dell'inchiesta per stupro.

L'arresto e i documenti americani top secret

Il 18 novembre 2010, Julian Assange viene arrestato in Gran Bretagna con l’accusa di stupro, molestie e coercizione illegale. Al giornalista e attivista australiano viene contestato di aver avuto rapporti non protetti con due donne che lo hanno denunciato e di non essersi sottoposto ai test medici sulle malattie sessualmente trasmissibili, condotte criminali per la legge svedese. Assange sarà poi rilasciato dietro il pagamento di una cauzione.

Il 28 novembre, il blog Wikileaks rende pubblici oltre 251mila documenti diplomatici americani, molti dei quali classificati come "confidenziali" o “segreti”, relativi anche al Russiagate.

La Svezia chiede l'estradizione

A febbraio 2011, Londra approva la richiesta di estradizione inoltrata dalla Svezia e invita il blogger australiano a presentarsi davanti a un tribunale. Data fissata per la comparizione: 29 giugno 2012. Quel giorno Assange non arriverà mai. Il giornalista ha invece chiesto asilo all'Ecuador che lo accoglie nella sua ambasciata a Londra.

L'archiviazione delle accuse

Il 19 maggio 2017, la Svezia archivia le accuse contro Julian Assange. L'indagine verrà riaperta solo nel caso in cui il giornalista rientrerà nel Paese entro agosto 2020. In caso contrario, scatterà la prescrizione. Intanto, per la Gran Bretagna, resta in piedi un'accusa legata alla violazione degli obblighi relativi alla cauzione sempre per non essersi presentato dal giudice ed essersi invece rifugiato nell'ambasciata dell'Ecuador.

La cittadinanza ecuadoriana

È l'11 gennaio 2018 quando l'Ecuador rende ufficialmente noto di aver concesso la cittadinanza a Julian Assange. Parallelamente ha chiesto alla città di Londra di riconoscerlo come diplomatico, così da evitargli l'arresto e la possibile estradizione negli Stati Uniti. In America, infatti, il giornalista deve rispondere della pubblicazione dei famosi documenti segreti militari e diplomatici diffusi da Wikileaks nel 2010. Londra respingerà questa richiesta e allora il presidente dell'Ecuador, Lenin Moreno, chiederà «una soluzione positiva a breve termine». 

Implicazioni da Russiagate

Il 13 novembre 2017, Donald Trump Jr. pubblica lo scambio di messaggi con Wikileaks avvenuto durante le presidenziali negli Usa. Secondo l'intelligence statunitense, la rete guidata da Julian Assange ha collaborato con il Cremlino per condizionare le elezioni americane. A settembre dello stesso anno, si era diffusa la notizia che il deputato repubblicano Dana Rohrabacher avrebbe proposto a Donald Trump di offrire l'immunità ad Assange in cambio della sua disponibilità a escludere che sia stata la Russia a fornire a Wikileaks le email hackerate ai democratici durante la campagna per le presidenziali. Il giornalista e attivista australiano, per il momento, non è mai stato incriminato dagli Stati Uniti.

La revoca dell'asilo

È il 6 febbraio dello scorso anno quando il giudice britannico conferma il mandato di cattura per Assange. Oggi – 11 aprile -, l'ultimo tassello di un mosaico che è ancora lontano dal completarsi tanto è complessa e ricca di implicazioni la vicenda. L'Ecuador ha revocato l'asilo concesso al giornalista e attivista australiano e l'ambasciata a Londra lo ha espulso. Subito per lui sono scattate le manette delle autorità britanniche. 

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