Arrivano i bagni “gender free”. La svolta inclusiva di Reggio Emilia

di Redazione
Arrivano i bagni

Il Comune ha aderito a un protocollo approvato dalla regione che contiene anche altre misure, come l’inserimento sui questionari della casella “altro” in aggiunta a maschio e femmina

Il 17 agosto 2016, a Reggio Emilia, fu celebrata la prima unione civile tra persone dello stesso sesso. A unirsi in "matrimonio", a poche settimane dall'approvazione della legge voluta dalla parlamentare del Pd Monica Cirinnà, furono lo scrittore Piergiorgio Paterlini e il giornalista Marco Sotgiu. A distanza di quasi tre anni, il comune si conferma pioniere dei diritti civili. 

Il protocollo anti-discriminazione

Il 19 aprile, il consiglio comunale ha aderito a un protocollo – voluto dalla regione e sottoscritto da varie istituzioni – che prevede una serie di misure per l'inclusione delle persone LGBTI (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e intersessuali) e per la lotta alle discriminazioni: dai bagni "gender free", all'inserimento nei moduli dell'opzione "altro" accanto a quella di "maschio" e "femmina". Il comune ha deciso anche di adottare un linguaggio "inclusivo" e di permettere ai lavoratori in transizione sessuale di usare un alias.

Gli enti che hanno aderito e l'impegno delle scuole

Il documento, che ha una validità di 5 anni, è stato firmato da Emma Petitti, assessore regionale dell’Emilia-Romagna alle pari opportunità e da diversi enti istituzionali e non: oltre al Comune, Provincia, Tribunale, Ausl, Istituti Penali, l’ateneo Unimore, l’ufficio scolastico territoriale e l’istituto scuole e nidi d’infanzia. Le scuole, in particolare, hanno accettato di promuovere incontri e corsi di formazione per docenti e genitori, con l'obiettivo di educare all'uguaglianza e all'inclusione di genere.

I ringraziamenti dell'Arcigay

«Siamo grati alle istituzioni e gli enti che hanno capito l’importanza dell’inclusione concreta delle persone LGBTI, per inviare segnali positivi che incoraggino il coming out tra gli utenti e prima ancora tra i propri lavoratori e lavoratrici – ha detto Alberto Nicolini, presidente di Arcigay Gioconda – I diritti devono essere uguali per tutte le persone senza distinzione di orientamento sessuale. Dappertutto.».