Mattarella ricorda le stragi naziste di Fivizzano: «Impedire idea distorta di nazione»

Il comune della Lunigiana è stato il teatro di una delle tante stragi naziste avvenute nella Seconda Guerra Mondiale. Tra il 22 e il 27 agosto 1944, 173 civili vennero uccisi dall’Aufklärungs-Abteilung 16

Niente riferimenti alle consultazioni, al nuovo governo che potrebbe vedere la luce, alla possibilità di andare subito a elezioni. Oggi, 25 agosto, Sergio Mattarella aveva un appuntamento pubblico, ma lontano dal Quirinale.

Era a Favizzano, un piccolo comune della Lunigiana, quella terra a metà fra Liguria e Toscana. Insieme a Frank Walter Steinmeier, presidente della Repubblica Federale Tedesca, ha partecipato alla manifestazione per ricordare l’eccidio avvenuto fra queste montagne esattamente 75 anni fa.

Tra il 22 e il 27 agosto del 1944, 173 civili vennero uccisi dall’Aufklärungs-Abteilung 16, un reparto nazista che si è macchiato anche di altre stragi, come quella di Marzabotto e Bergiola Foscalina. I due presidenti si sono incontrati a Fivizzano per l’inaugurazione di una targa commemorativa.

Il discorso di Sergio Mattarella

Nelle sue parole, il presidente della Repubblica ha ricordato l’importanza della memoria: «La nostra democrazia, i nostri valori di libertà, la spinta ideale che ha permesso all’Europa di risollevarsi e di riconciliarsi con se stessa, si fondano e si sviluppano proprio a partire dal sangue versato da innocenti, come avvenuto qui, e dal conseguente commosso grido dei padri fondatori dell’Europa: “Mai più guerre, mai più lutti”».

La memoria di questi eventi è quindi importante per tenere a mente dove e come è nata l’Europa, definita da Mattarella «uno degli spazi di libertà più grandi al mondo». Non solo, ricordare stragi come quella di Fivizzano serve anche per mantenere alta l’attenzione sulla realtà: «Bisogna impedire che si creino le condizioni in cui possa riprodursi una distorta idea di nazione».

Parole condivise anche dal presidente Steinmeier: «Chi conosce il passato è pronto per lo spirito europeo. Chi dimentica è esposto ai pericoli dell’intolleranza e della violenza. E questo vale soprattutto in un momento in cui il veleno del nazionalismo torna ad infiltrarsi in Europa».

Foto in copertina: Ansa | Sergio Mattarella a Fivizzano

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