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Mattarella ricorda le stragi naziste di Fivizzano: «Impedire idea distorta di nazione»

25 Agosto 2019 - 17:12 Redazione
The handout photo made available by the Quirinal Press Office shows Italian President Sergio Mattarella delivering a speech during a ceremony marking the 75th anniversary of the Vinca massacre in Fivizzano, Tuscany region, Italy, 25 August 2019. The massacre was carried out by the German Wehrmacht from 24 to 27 August 1944 in which 173 Italian civilians were killed. ANSA/ QUIRINAL PRESS OFFICE/ FRANCESCO AMMENDOLA +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++
Il comune della Lunigiana è stato il teatro di una delle tante stragi naziste avvenute nella Seconda Guerra Mondiale. Tra il 22 e il 27 agosto 1944, 173 civili vennero uccisi dall'Aufklärungs-Abteilung 16
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Niente riferimenti alle consultazioni, al nuovo governo che potrebbe vedere la luce, alla possibilità di andare subito a elezioni. Oggi, 25 agosto, Sergio Mattarella aveva un appuntamento pubblico, ma lontano dal Quirinale.

Era a Favizzano, un piccolo comune della Lunigiana, quella terra a metà fra Liguria e Toscana. Insieme a Frank Walter Steinmeier, presidente della Repubblica Federale Tedesca, ha partecipato alla manifestazione per ricordare l’eccidio avvenuto fra queste montagne esattamente 75 anni fa.

Tra il 22 e il 27 agosto del 1944, 173 civili vennero uccisi dall’Aufklärungs-Abteilung 16, un reparto nazista che si è macchiato anche di altre stragi, come quella di Marzabotto e Bergiola Foscalina. I due presidenti si sono incontrati a Fivizzano per l’inaugurazione di una targa commemorativa.

Il discorso di Sergio Mattarella

Nelle sue parole, il presidente della Repubblica ha ricordato l’importanza della memoria: «La nostra democrazia, i nostri valori di libertà, la spinta ideale che ha permesso all’Europa di risollevarsi e di riconciliarsi con se stessa, si fondano e si sviluppano proprio a partire dal sangue versato da innocenti, come avvenuto qui, e dal conseguente commosso grido dei padri fondatori dell’Europa: “Mai più guerre, mai più lutti”».

La memoria di questi eventi è quindi importante per tenere a mente dove e come è nata l’Europa, definita da Mattarella «uno degli spazi di libertà più grandi al mondo». Non solo, ricordare stragi come quella di Fivizzano serve anche per mantenere alta l’attenzione sulla realtà: «Bisogna impedire che si creino le condizioni in cui possa riprodursi una distorta idea di nazione».

Parole condivise anche dal presidente Steinmeier: «Chi conosce il passato è pronto per lo spirito europeo. Chi dimentica è esposto ai pericoli dell’intolleranza e della violenza. E questo vale soprattutto in un momento in cui il veleno del nazionalismo torna ad infiltrarsi in Europa».

Foto in copertina: Ansa | Sergio Mattarella a Fivizzano

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