Milan, ecco come si cambia con l’arrivo di Stefano Pioli

Da piccolo tifoso interista, grande professionalità: così proverà a rilanciare i rossoneri

Tifoso dell’Inter, ex allenatore della sua squadra preferita. Soprattutto, un gran signore, dalla grande professionalità. Stefano Pioli torna a Milano per normalizzare i cugini del Milan, che hanno salutato (frettolosamente?) Giampaolo e la sua idea di calcio. Stuzzicante, bella in teoria, non raggiunta e non digerita dalla squadra nella pratica.


E così la vittoria esterna a casa del Genoa spazza via un precampionato che aveva portato la critica a definire lo stesso allenatore ‘Il miglior acquisto del Milan”.
Ora si cambia disco. Pioli, che lo ha già fatto all’Inter nel 2016 in sostituzione di De Boer, cercherà di fare il normalizzatore prima, il potenziatore poi. Esordirà a San Siro alla ripresa del campionato contro il Lecce. Poi subito un big match a Roma contro i giallorossi di Fonseca.

Come cambia il Milan

Come cambierà il Milan? Nel modulo, innanzitutto. Pioli dovrebbe partire con un 4-3-3 misto, con il terzino sinistro quasi sulla linea dei centrocampisti. Dunque, Theo Hernandez come il D’Ambrosio impiegato all’epoca nell’Inter. A centrocampo Biglia, che ha vissuto grandi stagioni alla Lazio con Pioli, avrà una fiducia che deve, però, meritare sul campo. Paquetà tornerà nel suo ruolo di mezzala. E in attacco farà lo stesso Suso, sgravato dai panni (che poco ama) di trequartista. Piatek e Leao a completare il tridente. 

Paqueta, Ansa

Centrocampo goleador

Aspettando il pieno recupero, occhio anche a Bonaventura. Pioli ha spesso esaltato la vena realizzativa delle sue mezzali (Parolo alla Lazio, Benassi alla Fiorentina). Jack e Paquetà potrebbero beneficiarne. A prescindere dagli slot occupati perché Pioli, sia a Milano, sia a Firenze, ha spesso virato su moduli alternativi come il 4-2-3-1 e anche (con alterne fortune) il 3-5-2.

Normalizzare e crescere, la mission di Pioli. Con la doverosa premessa che non si fanno miracoli. E che lo stesso allenatore, esonerato dall’Inter nel 2017 a tre giornate dalla fine (e con la squadra che aveva ormai mollato la rincorsa al terzo posto), vuole aprire un ciclo. E non solo traghettare.