Veneto, il consiglio regionale si allaga: «Aveva appena bocciato le misure contro la crisi climatica»

Secondo il consigliere del Pd, l’allagamento si è verificato due minuti dopo che «la maggioranza Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia aveva bocciato gli emendamenti per contrastare i cambiamenti climatici»

Le immagini dell’edicola spazzata via e della libreria sommersa dall’acqua hanno fatto il giro d’Italia. Così come quelle del consiglio regionale del Veneto, che si trova sul Canal Grande e che si è allagato.


Ma c’è un particolare che sta facendo discutere e che è stato raccontato su Facebook dal consigliere del Pd Andrea Zanoni. Stando alle parole di Zanoni, l’allagamento si sarebbe verificato verso le 22 quando «stavamo discutendo la legge di stabilità relativa al bilancio regionale del 2020». Allagamento che ha provocato il «fuggi fuggi di tutti i consiglieri, assessori, funzionari, addetti al servizio legislativo e tanti altri».

L’allagamento si è verificato due minuti dopo che «la maggioranza della Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia aveva bocciato i nostri emendamenti per contrastare i cambiamenti climatici».

Emendamenti per chiedere «finanziamenti per le fonti rinnovabili, per le colonnine elettriche, per la sostituzione degli autobus a gasolio con altri più efficienti e meno inquinanti, per la rottamazione delle inquinatissime stufe, per finanziare i Patti dei sindaci per l’energia sostenibile e il clima (PAESC) e per ridurre l’impatto della plastica».

Secondo Zanoni, il bilancio di Zaia «non contiene alcuna azione concreta per contrastare i cambiamenti climatici»: «L’alta marea, che ha raggiunto 1 metro e 87 centimetri, a Venezia è dovuta tra i tanti fattori anche a quello dei cambiamenti climatici, con l’innalzamento dell’acqua dei mari, dovuta allo scioglimento dei ghiacciai a causa del surriscaldamento globale».

Foto in copertina: Andrea Zanoni | Facebook

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