Violenze sessuali, aumentano i casi a Milano. Cresce il rischio sui mezzi pubblici

Aumentano le denunce: «Si presentano sempre più vittime a denunciare nei nostri uffici», spiega il procuratore aggiunto Mannella

Maria Letizia Mannella, procuratore aggiunto a capo del pool fasce deboli del tribunale di Milano, ha snocciolato i dati sulle violenze sessuali ai danni delle donne che avvengono nel capoluogo lombardo. «Le violenze a Milano sono in aumento. Dall’introduzione del codice rosso, da agosto a oggi, ci sono stati 167 episodi, tra cui 4 violenze di gruppo».

Mannella parla a margine di una conferenza stampa per l’arresto di un 21enne fermato dopo che la notte del 12 ottobre, all’uscita di una discoteca davanti a Parco Sempione: avrebbe violentato una coetanea di origini dominicane.

«Negli ultimi due mesi, in particolare, sono in crescita le violenze sui mezzi pubblici – ha continuato il magistrato -. Ma il dato positivo è che aumentano le denunce e che anche vittime così giovani si presentano ai nostri uffici per raccontare cosa hanno subito. Una 12enne, per esempio, è riuscita a fotografare il suo aggressore».

I dati, resi pubblici il 23 novembre da Mannella, hanno provocato la reazione del vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli. «I numeri forniti oggi sono sconcertanti: 167 casi di violenza sessuale a Milano, circa due al giorno. Ma nessuno si indigna? Ma ci rendiamo conto di cosa stiamo parlando? Di 167 donne in tre mesi con la vita per sempre segnata da questa violenza».

«L’ho detto in questi anni e lo ripeto oggi – prosegue la nota di Calderoli -, questi stupratori e violenti si sentono liberi di agire e di colpire perché sanno che rischiano poco o nulla in termini detentivi, se invece sapessero di rischiare la castrazione chimica ci penserebbero bene prima di delinquere e aggredire. Cosa aspettiamo a fermarli?».

Illuminare gli ingressi delle discoteche

«È un appello alle autorità pubbliche – ha ribadito il magistrato Mannella -. Bisogna illuminare gli spazi intorno alle discoteche e in particolare gli ingressi». Mannella ha fatto l’esempio della discoteca milanese, dove è avvenuta la violenza ai danni della 21enne di origini dominicane.

«L’illuminazione sia a carico dei gestori – ha detto, definendo quello degli stupri in discoteca – un problema sociale». Il magistrato ha invitato a estendere i controlli anche «sui tassisti abusivi che si appostano davanti ai locali notturni. Se ci fossero più taxi regolari, gli abusivi non esisterebbero».

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