Mal di pancia e possibili occasioni in Premier League: ecco gli scontenti che attirano le italiane

Da Eriksen a Pogba, passando per Giroud e Marcos Alonso: l’Inghilterra sta stretta a molti

Ancora una volta la serie A può pescare in Premier League, il campionato più affascinante ma anche competitivo (Liverpool a parte) del Mondo. E così capita che il ricchissimo Chelsea di Lampard spedisca ancora in tribuna contro il Brighton Marcos Alonso e Giroud. Segnali chiari ai calciatori, corteggiati anche dall’Inter anche se la priorità nerazzurra è (e resta) Vidal. Anche perché in attacco Esposito comincia a girare, Sanchez è sulla via del recupero; e sulla fascia è Darmian il giocatore più vicino a vestire il nerazzurro.

Difficile anche arrivare da subito al fortissimo Eriksen del Tottenham. Il calciatore è in scadenza, il Manchester United cerca di prenotarlo a zero per l’estate, ma dal The Telegraph arriva una indiscrezione-bomba secondo cui il trequartista avrebbe chiesto di raggiungere già a gennaio Lukaku e Sanchez all’Inter. Voce che, per il momento, non trova riscontri concreti.

I mal di pancia di Paul

Il Chelsea ha i suoi guai, ma la capolista del settore è il Manchester United, che non ha preso benissimo le ultime parole di Raiola, l’agente dell’aventiniano Paul Pogba. Il Polpo è ancora fuori dai convocati: niente Arsenal per lui. Ufficialmente deve ancora recuperare da un infortunio alla caviglia, ma non è difficile cogliere il malumore dei Red Devils per i comportamenti fuori dal campo del campione del Mondo: dal viaggio in Francia per vedere una partita di beneficenza dei fratelli alla partitella di basket delle scorse settimane con Jimmy Butler dei Miami Heat. Comportamenti dietro ai quali, secondo alcuni, si celerebbe una precisa strategia di mercato. Sul giocatore resta vivo per giugno l’interesse di Real Madrid e Juventus.

Sempre allo United occhio alla posizione del centrocampista Matic. E’ in scadenza, non rinnova e potrebbe rientrare nei piani del Milan se dovesse partire Kessie (difficile). Il problema resta, però, l’ingaggio. 7 milioni di euro sono troppi per i rossoneri, soprattutto dopo l’investimento-scommessa su Ibra.

Foto di copertina Ansa

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