Lukaku spacca-Napoli: l’Inter passa al San Paolo (1-3) e riprende la Juve

Doppietta del belga, tris di Lautaro: la squadra di Conte torna in testa

Il passaggio di testimone è ufficiale, materiale, frontale. L’Inter vince 1-3 a Napoli contro l’unica squadra che negli ultimi anni ha provato a contendere lo scudetto alla Juve, e si riprende la vetta ex aequo con i campioni d’Italia. La squadra di Conte, che resta con la Lazio la sola antagonista dei bianconeri, vola con super Lukaku (14′ e 32′). Accorcia Milik (39′), la chiude nella ripresa Lautaro Martinez (61). Su tutti e tre i gol nerazzurri gravi errori individuali dei campani.

Strapotere Lukaku e potere operaio

Il primo tempo, per la prima quarantina di minuti, è un estratto – molto completo – del calcio contiano. L’Inter, che lascia in panchina i recuperati Sanchez, Barella e Sensi, ingabbia il Napoli e lo frusta ogniqualvolta riesce a saltare (e lo fa facilmente) la prima mezzala azzurra. Ogni contropiede è un possibile colpo di martello sulla fragilità della squadra di Gattuso, che finisce presto crivellato dai colpi di Lukaku. Il belga parla con i numeri e con i muscoli. Al 14′ sfrutta un liscio di Di Lorenzo (schierato centrale al posto dell’assente Koulibaly), indica il movimento a Lautaro, punta Hysaj e fredda Meret aprendo l’interno del piede dopo 48 metri in coast to coast.

Il portiere azzurro è poi prodigioso su Vecino e Lautaro con parate che tengono in vita il Napoli, soffocato dal lavoro preziosissimo degli interni interisti: lo stesso Vecino e Gagliardini (tornato ai fasti di Bergamo nel primo tempo) sono interpreti fantastici, finalmente all’altezza dei big che sostituiscono. Anche se il leader maximo resta Lukaku.

E’ lui al 32′ a offrire il bis: assalto in verticale, botta a 110 km/h, ma ancora un grazie agli errori individuali del Napoli. Meret si fa bucare e, pallonata a parte, è goffo nell’autospedirsi il pallone tra le gambe. Sono 14 per Lukaku in campionato.

Sembrano i classici titoli di coda e, invece, il Napoli tira fuori orgoglio, mentalità e vecchie giocate. E così, 7 minuti dopo, l’antico cambio di gioco sinistra-destra su Callejon permette a Milik di infilare l’1-2. Che galvanizza il Napoli, il San Paolo e gli entusiasmi sopiti.

Nella ripresa il Napoli cerca di cavalcare l’entusiasmo e di sfruttare l’atteggiamento remissivo dell’Inter, che non riesce più ad accorciare in pressing, ma pesca di nuovo l’episodio decisivo. Al 61′, su un cross di Vecino, Manolas sbaglia intervento davanti a Meret e regala il 3-1 a Lautaro, per lui sono 9 in campionato. Con Lukaku l’argentino è nitroglicerina.

E’, invece, anche sfortunato Insigne, l’ultimo a mollare: la sua punizione si stampa sulla traversa a un quarto d’ora dalla fine. E’ l’ultimo sussulto anche perché dalla panchina interista, finalmente più lunga, si è intanto alzato il ‘medio modelo’: Barella (che rischia l’espulsione) e Sensi per Gagliardini e Vecino.

L’Inter (forse c’era anche rigore nel recupero su Lautaro) gongola, il Napoli è di nuovo nell’anonimato. Settimana prossima scontri ad alta quota. Inter-Atalanta e Roma-Juventus: si incrociano le due prime, la quarta e la quinta forza del campionato. La terza, la Lazio, ospiterà proprio il Napoli all’Olimpico. Per la prima volta, negli ultimi anni, da favorita.

Foto di copertina Ansa