Prescrizione, non bastano 3 ore di vertice per un accordo sul “lodo Conte”. Renziani dubbiosi: «Resta incostituzionale»

Con le nuove modifiche proposte dal presidente del Consiglio, la sospensione della prescrizione non riguarderebbe più le sentenze di assoluzione

Dura tre ore il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi sulla riforma del processo penale e della prescrizione, la situazione resta ancora «un cantiere aperto», come ha commentato il senatore di Leu Pietro Grasso. Tutto rinviato alla prossima settimana, secondo il responsabile Giustizia del Pd Walter Verini, con i dubbi dei renziani sull’incostituzionalità del “lodo Conte” che sembrano sempre meno granitici: «Anche Iv – sottolinea il sottosegretario Andrea Giorgis – ha manifestato disponibilità per approfondimenti anche sul lodo Conte» che riguarda la prescrizione.

Per quanto le perplessità ci siano tutte tra i renziani: «Il lodo Conte, così come è, apre a profili di incostituzionalità – dice la deputata di Iv Lucia Annibali . ma ora vediamo se c’è la possibilità, come emerso dal vertice, di ulteriori modifiche. Valuteremo». Il testo, inviato questa mattina dal ministro Alfonso Bonafede ai partiti di maggioranza, prevede la sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado solo se si tratta di sentenza o decreto di condanna.

È il “lodo Conte” tradotto nero su bianco nella bozza di ddl del ministro della Giustizia. Al tavolo con il premier Giuseppe Conte e il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede erano presenti i rappresentanti dei partiti di maggioranza: per il Pd Andrea Giorgis, Walter Verini, Franco Mirabelli, Alfredo Bazoli; per Iv Maria Elena Boschi e Lucia Annibali; per Leu Pietro Grasso e Federico Conte. Per il M5s erano presenti il sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, i senatori Arnaldo Lomuti e Grazia D’Angelo, il deputato Devis Dori.

Il lodo Conte

Dunque la sospensione della prescrizione non riguarderebbe più le sentenze di assoluzione. Nello specifico recita il testo: «Prevedere che la sospensione del corso della prescrizione ai sensi dell’articolo 159, comma 2, del codice penale sia limitata alla sentenza di condanna e al decreto di condanna». Inoltre nella bozza si prevede «la sospensione del corso della prescrizione per un tempo non superiore a due anni a seguito della impugnazione della sentenza di proscioglimento».

Il ddl dispone anche che «il corso della prescrizione riprenda quando la sentenza del grado successivo o la sentenza resa a seguito di opposizione a decreto penale ha prosciolto l’imputato». La norma prevede inoltre che se durante i due anni di sospensione previsti in caso di impugnazione della sentenza di «si verifica un’ulteriore causa di sospensione, i termini sono prolungati per il periodo corrispondente».

Le reazioni

«C’è una maggioranza da tutelare. Chi vota con l’opposizione la indebolisce. Se non saremo soddisfatti del punto di caduta sulla prescrizione faremo approvare la nostra legge – afferma il segretario del Pd Nicola Zingaretti -. Andremo fino in fondo per costruire una soluzione e non per sfasciare la maggioranza che c’è». Da Italia Viva continua l’opposizione alla riforma proposta dal ministro Bonafede. «Può essere il “lodo Conte” che distingue condannati da assolti la soluzione sulla prescrizione? Assolutamente no: viola i principi costituzionali», dichiara Matteo Renzi a Zapping, su Radio 1.

«L’essere o meno colpevole non si valuta in primo grado ma alla fine del percorso e quindi introdurre una differenziazione tra la condanna e l’assoluzione in primo grado viola i principi costituzionali – sottolinea Renzi – Quindi non è questo il punto. Direi che non c’è un punto di caduta». Da Leu invece arrivano invece delle aperture sul lodo. La riforma del processo penale è «un cantiere di lavoro ancora aperto: unico imperativo categorico è ridurre i tempi dei processi. Il lodo Conte sulla prescrizione è ancora in fase di approfondimento perché ci sono aspetti allo studio», ha detto il senatore di Leu Pietro Grasso dopo il vertice di maggioranza. Quanto ai dubbi di incostituzionalità sulla prescrizione, risponde: «Ho già espresso la mia opinione, avevo manifestato perplessità ma c’è un pragmatismo di governo che spinge a trovare una soluzione».

Processo penale

Sul tavolo anche la bozza di legge per la riforma del processo penale, composta da 35 articoli, con norme che vanno dalla prescrizione alla riforma del Csm. L’articolo 1 delega il governo ad attuare entro un anno i decreti legislativi attuativi della legge «per l’efficienza del processo penale, per la riforma complessiva dell’ordinamento giudiziario e della disciplina su eleggibilità e ricollocamento in ruolo dei magistrati nonché disposizioni sulla costituzione e funzionamento del Csm».

Si prevede tra l’altro un meccanismo sanzionatorio nei confronti del giudice, quando siano passati due anni e mezzo dalla sentenza di primo grado. Quanto alla riforma del processo, si articola in una serie di norme per garantire tempi brevi, tra cui scadenze più strette per le indagini preliminari, un più ampio ricorso a riti alternativi, giudici monocratici anche in appello. L’idea sarebbe quella di portare al più presto la riforma in Consiglio dei ministri, forse già giovedì alle 21.

Ansa | Nell’immagine il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

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