Gli uomini tendono a vantarsi di più dei propri successi professionali. E vengono ripagati – Lo studio

In un ambiente lavorativo strutturalmente iniquo, in cui le disparità salariali sono la norma e in cui predomina la figura del leader maschile, è più difficile per le donne farsi riconoscere – anche economicamente – i propri meriti e successi

Chi si loda, s’imbroda”, recita il proverbio. Eppure pare non sia così, o almeno non per tutti. Diverse ricerche condotte negli ultimi anni, infatti, mostrano come chi si vanta dei propri traguardi e successi (presunti o reali) riesca effettivamente ad ottenere più vantaggi sul lavoro, dal semplice aumento di stipendio alla promozione. E il fatto curioso è che si tratta soprattutto di uomini.

Un recente studio pubblicato sul British Medical Journal, ad esempio, mette nero su bianco la tendenza maschile a promuoversi meglio sul posto di lavoro, contribuendo attivamente a farsi percepire da colleghi e superiori come “di successo” e, dunque, a fare carriera.

Analizzando le parole usate nei titoli e nei sommari di oltre 100mila articoli scientifici, tre ricercatori – Marc Lerchenmueller e Olav Sorenson della Yale Business School e Anupam Jena dell’Harvard Medical School – hanno infatti scoperto che gli studi vengono generalmente presentati in modo più positivo se gli autori sono uomini.

Quando le prime a sminuirsi sono le donne

Che le donne fossero più restie a farsi pubblicità, arrivando addirittura a sminuire le proprie capacità, era già emerso qualche anno fa da un altro studio portato avanti da alcuni ricercatori della Kellogg School of Management della Northwestern University. Dopo aver suddiviso in gruppi un campione di studenti di ambosessi della MBA, hanno chiesto loro di selezionare la persona tra loro che incarnasse meglio degli altri la figura di leader sulla base di descrizioni anonime fornite degli stessi membri del gruppo.

«Bloccando qualsiasi discriminazione esplicita nei confronti delle donne, cosa improbabile in un esperimento con studenti universitari, i gruppi dovrebbero mirare a selezionare il proprio individuo di maggior talento a prescindere dal sesso», spiegava nella nota la principale autrice dello studio, la professoressa Paola Sapienza.

Eppure, nonostante l’eliminazione della distinzione di genere, le donne sono state scelte in misura minore rispetto ai colleghi. Il motivo? Secondo i ricercatori che hanno condotto lo studio sarebbe imputabile alla tendenza maschile ad ostentare, esaltandole, le proprie capacità, unitamente alla speculare tendenza femminile a sminuire le proprie.

Perché è sbagliato parlare di timidezza femminile

Pensare che si tratti di timidezza, però, è fuorviante. In un ambiente lavorativo strutturalmente iniquo, in cui le disparità salariali tra generi sono all’ordine del giorno e in cui tutt’ora predomina la figura del leader maschile, è più difficile per le donne farsi riconoscere – anche economicamente – i propri meriti e successi.

Diverse ricerche mostrano come il successo femminile sia ancora visto con sospetto e timore dagli uomini: dai colleghi, dai superiori ma anche dal partner. Uno studio internazionale coordinato dalla University of Florida e basato su un campione di 896 uomini e donne fra Stati Uniti e Paesi Bassi, infatti, ha mostrato che i traguardi professionali delle donne tendono ad alterare più frequentemente l’equilibrio di coppia.

Gli uomini sarebbero in media più competitivi, non solo verso i colleghi ma anche verso le proprie compagne, come ha spiegato l’autrice dello studio Kate A. Ratliff. Non è un caso, infatti, se la maggior parte del campione maschile coinvolto ricollega il successo della moglie al proprio fallimento, mentre le donne tendono ad accettare con maggior serenità il fatto di avere un compagno in carriera.

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