Tunisia, è guerra alla plastica: banditi tutti i sacchetti da marzo

I sacchetti di plastica con una forte concentrazione di metalli pesanti saranno del tutto proibiti

La Tunisia continua la sua lotta alla plastica. Dopo il divieto, imposto nel 2017, di distribuire sacchetti non bio negli ipermercati e nelle farmacie, ora Tunisi ha messo al bando la produzione, importazione, commercializzazione e distribuzione di sacchetti di plastica non bio in tutto il Paese.

I sacchetti di plastica contenenti una forte concentrazione di metalli pesanti e quelli di origine sconosciuta saranno del tutto proibiti, secondo una nota del ministero. Il decreto sarà attuato a partire dal primo marzo 2020 nei centri commerciali e nelle farmacie, e a partire dal primo gennaio 2021 verrà esteso anche ai produttori e ai fornitori di buste di plastica.

Le misure fin qui attuate hanno permesso una riduzione significativa dell’uso dei sacchetti in plastica non biodegradabili in Tunisia, afferma il ministero, che precisa tuttavia che nell’applicazione delle misure a favore dell’ambiente si è tenuto conto delle esigenze degli industriali e dei distributori per dare loro il tempo di riconvertire le loro produzioni e adattarsi alle nuove norme.

L’applicazione delle nuove misure sarà accompagnata da un’ulteriore campagna di sensibilizzazione al riguardo della percezione della nocività dell’uso dei sacchetti di plastica da parte degli utenti, che saranno chiamati come cittadini ad un maggior impegno nel processo di protezione dell’ambiente.

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