Vuoi lavorare come traduttore? Il periodo di prova è di due mesi. E il pagamento non è garantito

di OPEN

Il web è pieno di annunci che propongono condizioni di lavoro ai limiti dello sfruttamento. A Open vogliamo dare il nostro contributo per smascherarli

I laureandi in Lettere come in Lingue straniere conoscono bene quali siano le prospettive di lavoro in Italia per loro: non buone. Rientrano infatti tra gli studenti in materie umanistiche che generalmente tendono a trovare lavoro meno facilmente e con salari mediamente più bassi rispetto ai loro coetanei.

Una difficoltà che li rende ancora più vulnerabili rispetto ad annunci di lavoro farlocchi o che propongono condizioni di lavoro inaccettabili, ai limiti della legalità. Più bassa è l’offerta di lavoro, più forte è la competizione e maggiori i casi di sfruttamento.

L’annuncio: cercasi traduttore

In rete ci siamo imbattuti nell’annuncio di una nuova casa editrice – La Vintage Editore – alla ricerca di «traduttori esordienti senza esperienza di pubblicazione» per una posizione non meglio specificata (come dipendente salariato? A tempo pieno? Non è dato a sapere).

Per far domanda i candidati devono avere un’ottima conoscenza dell’italiano e dell’inglese e aver conseguito una laurea in lingua e una specializzazione in Traduzione letteraria. Altrimenti saranno invitati a «seguire un corso a pagamento presso lo stesso editore».

Anche qui i dettagli sono vaghi. L’unica cosa che viene specificata nell’annuncio è che gli aspiranti traduttori dovranno passare una prima prova di traduzione. E poi un’altra: dovranno tradurre un romanzo con la supervisione di un traduttore più esperto. Gratis.

Un periodo di prova gratis?

Almeno, così è scritto nell’offerta di lavoro online. Rispondendo su Facebook ad alcune domande sull’annuncio – il sito è ancora in costruzione, dicono, e non esiste un numero di telefono – specificano che «a dire la verità anche per la prima traduzione prevediamo una piccola percentuale di pagamento».

«Quell’annuncio era per ricevere i curriculum di sole persone motivate. Nessuno lavorerà gratis», risponde la titolare dell’agenzia sollecitata da Open. «Tutti i traduttori dei nostri primi romanzi riceveranno un compenso sulle royalties».

Una percentuale sulle vendite. Ma se non ci sono vendite, nessuna percentuale, nessun pagamento? Peccato che per tradurre un romanzo ci vogliono circa due mesi (a dirlo è la stessa azienda editrice).

Poi sì, una volta superata la prima prova e tradotto il primo romanzo, per il secondo lavoro si potrà essere pagati fino a 600 euro. Sempre che la prima traduzione sia di qualità. E poi, infine, ci sarà l’assunzione? E con quali modalità? «Non esiste più la figura del traduttore in loco per le case editrici». Buono a sapersi.

Il web è pieno di annunci di lavoro farlocchi o che propongono condizioni di lavoro ai limiti dello sfruttamento. A Open vogliamo dare il nostro contributo per smascherarli. Aiutateci a farlo inviando le vostre segnalazioni a: [email protected]

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