Le auto a metano sono green? Il confronto sui gas di scarico che fa cadere un mito – Lo studio

La differenza con altri tipi di veicoli è che le auto a metano producono polveri molto più piccole per le quali non esistono limiti legali. Ma possono comportare l’insorgenza di gravi malattie

No, il metano impiegato per la mobilità non è una soluzione green. Il rapporto di Transport and Environment, associazione nata 30 anni fa a Bruxelles che riunisce decine di ong per la mobilità sostenibile, sfata il mito che i veicoli a gas naturale compresso – comunemente detti “a metano” – inquinino meno delle auto a benzina o a diesel.

Un luogo comune così diffuso che i governi, quello italiano compreso, erogano incentivi e agevolazioni fiscali per l’acquisto di auto a metano e gli amministratori locali consentono l’accesso nei centri storici e nelle zone a traffico limitato. Basti pensare che, in Italia, il metano per autotrazione è tassato il 99,5% in meno rispetto al diesel, con una perdita annuale di entrate pubbliche di circa 675 milioni di euro.

Numero elevatissimo di particelle inquinanti

Il rapporto di Transport and Environment, che si basa su una serie di test in laboratorio, sottolinea come, per chilometro percorso, le auto a gas naturale compresso emettano in media tra i 9 e i 900 miliardi di particelle inquinanti. Queste polveri sottili, essendo ancora più piccole di quelle emesse dai veicoli che si muovono con altri carburanti, sono ancora più pericolose per la salute.

Il buco nel sistema legislativo è imputabile all’assenza di un limite legale al numero di particelle emesse dalle auto a metano. Limite che esiste per i veicoli a benzina e a diesel, ma non è applicabile ai motori a gas naturale compresso per la finezza delle particelle emesse. Questo tipo di motori incontra un limite legale solo in relazione alla massa di particolato. Soglia che, però, risulta poco efficace nel controllo dell’inquinamento proprio per la finezza delle particelle.

Le emissioni di ammoniaca e le malattie gravi

Non solo particolato. I veicoli a metano producono anche grandi quantità di emissioni di ammoniaca, responsabili dell’inquinamento. I test su strada effettuati su auto e furgoni a gas naturale compresso hanno rivelato emissioni di ammoniaca rispettivamente fino a 20 mg/km e 66 mg/km. Anche in questo caso, però, ad oggi auto e furgoni non sono soggetti a limitazioni in relazione alle emissioni di ammoniaca.

Gli alti livelli di inquinanti tossici, si legge nel report, sono collegabili all’insorgenza di diverse patologie gravi come cancro, alzheimer, malattie cardiovascolari e respiratorie. «Anche gli autobus a metano emettono una gran quantità di polveri. Generalmente – spiegano dall’associazione -, nei veicoli a gas naturale compresso si registra un numero più elevato di particelle emesse durante la guida urbana, ovvero a basse velocità, con avviamento a freddo. Un dato particolarmente allarmante per la qualità dell’aria di città e aree urbane».

Cittadini per l’Aria: «Fermate i contributi al metano»

Stando a questi risultati, appaiono inspiegabili i finanziamenti per l’acquisto dei veicoli a metano. L’Italia, ma anche le strategie politiche dell’Unione europea, classificano la tecnologia a gas naturale compresso come una tecnologia pulita che usa un carburante sostenibile per i trasporti. Anna Gerometta, presidente di Cittadini per l’Aria – onlus che fa parte di Transport and Environment – sottolinea che esiste «un collegamento fra le emissioni di queste auto e la formazione di particolato secondario (Pm 2.5) nelle nostre città».

La correlazione pare dovuta alla dispersione di ammoniaca in atmosfera causata dal combustibile a metano. «Per proteggere la salute dei cittadini questi veicoli dovrebbero essere vietati nelle aree urbane e, di certo, non ne va promosso l’acquisto con contributi – conclude Gerometta – come, per esempio, sta accingendosi a fare il Comune di Milano».

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