Bernardo Valli lascia la Repubblica dopo 40 anni. «La direzione di Molinari troppo vicina a Israele»

Le ragioni sono contenute in una lettera indirizzata al direttore del quotidiano

Dopo Enrico Deaglio, Gad Lerner e Pino Corrias anche Bernardo Valli, storico inviato di guerra ha lasciato la Repubblica. Secondo Professione Reporter l’addio di Valli al quotidiano dove lavorava da più di 40 anni, è nata da un attrito con il nuovo corso del giornale, con la proprietà della Gedi e di John Elkann e la direzione Molinari.

In una lettera inviata proprio a Molinari, Valli avrebbe criticato la vicinanza del direttore al governo israeliano, di cui Valli ne «ha descritto più volte – nei decenni – errori, debolezze, cadute e anche successi», scrive Professione Reporter.

Sarebbe dunque questo il punto di rottura tra i due giornalisti. Tra le altre cose, di recente Molinari aveva inoltre promosso collaboratrice corrispondente da Gerusalmemme Sharon Nizza, ex candidata del Pdl alla Camera dei deputati e prima collaboratrice in Parlamento di Fiamma Nirenstein, anche lei molto vicina al governo del Likud.

Profondo conoscitore del Medio Oriente, per i suoi 90 anni Valli aveva raccontato così la sua professione: «Raramente ho fatto dei servizi giornalistici senza conoscere le radici storiche profonde del Paese che raccontavo, ma allo stesso tempo mi sentivo libero dal peso della conoscenza. Così una certa disinvoltura che puoi anche chiamare sfacciataggine o leggerezza si è sempre sposata con un impegno professionale quasi arcigno».

Chi è Bernardo Valli

Nato a Parma dal 1930 è stato per anni corrispondente dall’estero dove ha coperto i maggiori eventi del ‘900: dalla guerra in Vietnam alla rivoluzione islamica in Iran. Ha iniziato la sua carriera come giornalista a il quotidiano Il Giorno, quotidiano per cui lavorò dal 1956 al 1971. Inizia poi fino al 1975 anche una collaborazione con il Corriere della Sera per cui firma reportage dall’India, dalla Cina, dalla Cambogia e da Singapore.

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