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Palermo, raid nella scuola intitolata a Falcone. Il sindaco: «Un gesto che offende la comunità»

Ieri erano state rubate 23 sculture dedicate ai martiri della mafia, mentre il giorno prima era stato vandalizzato il murales dedicato a Borsellino

«Un gesto che offende la comunità scolastica del territorio». Così il sindaco di Palermo Roberto Lagalla commenta l’atto di vandalismo in cui sono stati distrutti l’impianto di amplificazione e la strumentazione digitale di supporto della scuola intitolata a Giovanni Falcone, nel quartiere Zen della città. «Evidentemente molto ancora deve essere fatto sul fronte della sicurezza da parte delle istituzioni per rendere gli edifici sicuri e al riparo da vandalismi, come quello appena avvenuto», ha aggiunto. «Conosciamo le difficoltà del quartiere e soprattutto l’impegno quotidiano profuso dalla dirigente scolastica e da tutto il corpo docente che rappresentano un punto di riferimento per le tante famiglie del quartiere – prosegue Lagalla – Come sindaco, nell’esprimere sincera vicinanza alla dirigente, rinnovo l’impegno di questa amministrazione per la scuola e la sicurezza degli edifici, aspetto sul quale stiamo già lavorando con le aziende del Comune». Ha fatto eco l’assessore comunale all’istruzione Aristide Tamajo, affermando: «Cercheremo di valutare, insieme alla dirigente scolastica Daniela Lo Verde possibili soluzioni per contenere i danni causati all’istituto prima dell’avvio dell’anno scolastico».


Il terzo atto vandalico in tre giorni

Solo ieri, nel capoluogo siciliano è avvenuto il furto di 23 sculture dedicate ai martiri della mafia. Il giorno prima, era stato invece vandalizzato il murale di TvBoy che ritrae il giudice Paolo Borsellino, con degli scarabocchi sul volto del celebre magistrato impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. «Questi due fatti non vanno minimizzati e il Comune non si piegherà mai davanti a simili gesti, proseguendo senza sosta nella lotta alla criminalità organizzata e mostrandosi sempre al fianco di realtà come la Fondazione Falcone e artisti come TvBoy che con le loro attività, che vanno dal sociale al culturale, esprimono il proprio impegno contro le mafie», aveva commentato Lagalla.


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