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M5s, il tribunale di Napoli dichiara la sua incompetenza territoriale sulla querelle dello statuto contiano

Lorenzo Borrè, l’avvocato che ha promosso il ricorso, non ci sta: «I motivi di illegittimità delle delibere restano sul tavolo»

Sembra essere giunta al termine la diatriba tra il Movimento 5 stelle targato Giuseppe Conte e i ricorrenti che, invece, avevano impugnato lo statuto entrato in vigore nell’agosto di un anno fa. «Il tribunale di Napoli si è dichiarato territorialmente incompetente sul ricorso contro le delibere di approvazione del nuovo Statuto del M5s e di conferma/ratifica dell’elezione di Conte alla carica di presidente del marzo scorso». Lo afferma il Movimento in una nota. «In base all’ordinanza, il tribunale competente è quello di Roma, come da principio da noi sempre sostenuto – aggiunge il partito -. Questa decisione certifica l’uso strumentale del ricorso al Tribunale di Napoli da parte dei ricorrenti. Ribadiamo che la politica non si fa con le carte bollate, ma è il frutto di processi politici democratici, processi che il M5s ha sempre promosso, incoraggiato e protetto». Spuntati, dunque, i tentativi legali di Lorenzo Borrè, avvocato e massimo esperto della galassia grillina che ha sostenuto negli anni diversi ricorsi di attivisti e politici espulsi dal Movimento.


La versione di Borrè: «I motivi di illegittimità delle delibere restano sul tavolo»

«Il tribunale di Napoli non ha affatto certificato la competenza del tribunale di Roma come strumentalmente sostiene il M5s: l’ordinanza è stata emessa esclusivamente in conseguenza dell’adesione dei ricorrenti all’indicazione della competenza territoriale del tribunale di Roma, adesione espressamente motivata non perché il tribunale di Napoli non sia competente territorialmente, ma esclusivamente per la necessità di una rapida definizione del secondo procedimento d’impugnazione, definizione del procedimento che la necessità di decidere preliminarmente sulla questione della competenza territoriale avrebbe ritardato. I motivi di illegittimità delle delibere di marzo rimangono tutti sul tavolo e saranno decisi nel merito a seguito della riassunzione della causa».


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