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Praga, migliaia in piazza contro il governo che sostiene Kiev. E sulla facciata del ministero dell’Interno ceco appare la bandiera di Putin morto

Vit Rakusan, ministro dell’Interno della Repubblica Ceca: «Sappiamo chi è il nostro amico, che sanguina anche per la nostra libertà. E sappiamo anche chi è il nostro nemico, e non gli permetteremo di rubare il concetto di patriottismo o la nostra bandiera»

Migliaia di persone sono scese in piazza oggi, 28 ottobre, a Praga per protestare contro il governo guidato dal premier Petr Fiala, chiedendone le dimissioni, le elezioni anticipate e di aggirare le sanzioni sostenute dall’Unione Europea contro la Russia e di acquistare gas direttamente da Mosca. A partecipare alla mobilitazione sono stati principalmente manifestanti appartenenti a movimenti politici di estrema destra, gruppi indipendenti e altri appartenenti al partito comunista ceco che, sotto la sigla comune Czech Republic First!, hanno chiesto l’uscita della Repubblica Ceca sia all’Unione europea sia dalla Nato, oltre a chiedere che Praga diventi militarmente neutrale nel conflitto tra Russia e Ucraina. Ma la posizione del governo ceco non cambia: si resta dalla parte dell’Ucraina. E infatti quest’oggi, sulla facciata del ministero dell’Interno ceco, sono state affisse tre bandiere affiancate, che non lasciano spazio a equivoci d’interpretazione. La prima, quella della Repubblica Ceca. La seconda, in cui si vede la testa del presidente russo Vladimir Putin all’interno di un sacco porta salme. E la terza, quella dell’Ucraina.


Vit Rakusan, ministro dell’Interno della Repubblica Ceca, ha pubblicato la foto del ministero con i tre stendardi, aggiungendo: «Sappiamo chi è il nostro amico, che sanguina anche per la nostra libertà. E sappiamo anche chi è il nostro nemico, e non gli permetteremo di rubare il concetto di patriottismo o la nostra bandiera». Dopo la diffusione dell’immagine, l’agenzia di stampa Eurasia Daily con sede nella capitale russa, ha rilanciato: «Nella Repubblica Ceca l’ostilità verso la Russia ha superato ogni limite, il ministero degli Interni ceco sta minacciando il presidente Putin». L’agenzia di stampa, nel riportare la notizia delle proteste di Praga, in un articolo ha sottolineato che i manifestanti «chiedono che la Repubblica Ceca smetta di fornire assistenza militare all’Ucraina e mantenga la neutralità politica, oltre ad avviare negoziati con la Russia sulla fornitura di gas a basso costo» e che «il premier Fiala e altri membri del governo chiamano gli organizzatori delle manifestazioni “membri della quinta colonna russa” e “mercanti della paura”».


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