Stagione sciistica, le piste aprono in anticipo ma i gestori tremano per caro energia e inflazione. «La settimana bianca sarà un salasso»

Da Cortina a Cervinia, l’abbondanza di neve ha fatto ben sperare gli impianti, attivati già dal 26 novembre. Assoutenti avverte: «La spesa media pro capite salirà oltre i 1.600 euro»

Mentre la prima neve imbianca le vette di Alpi e Appenini, i gestori degli impianti sciistici danno ufficialmente il via a una stagione che sperano possa andar meglio degli ultimi anni sconvolti dalla pandemia. Ora c’è la crisi energetica ad appesantire le vacanze invernali degli italiani, con rincari che stanno segnando inevitabilmente anche questa apertura anticipata. Dal 26 novembre hanno spalancato le piste i gestori di Cervinia sul versante italiano, dopo che la zona era stata costretta ad annullare quattro gare di Coppa del mondo di sci per la completa assenza di neve. Ad inaugurare in anticipo la stagione anche la Val Senales, il Tirolo, la Val di Solda e del Diavoleza. Non ultime le Dolomiti per un totale di 25 km di impianti con quasi 60 km di di discese: dalle piste aperti al Passo Falzarego sopra Cortina al Passo Monte Croce sulle Tre Cime, in Alta Val Pusteria, al Plan de Corones, a Obereggen/Val di Fiemme. Anche Madonna di Campiglio ha annunciato il via allo sci per questo weekend in zona Grosté, e così anche Pontedilegno-Tonale, con l’apertura della pista Tonale Occidentale e il Corvatsch vicino a St.Moritz. L’ombra della crisi energetica e dell’inflazione certo rischia di rovinare le speranze dei gestori: «Fare previsioni è molto difficile, i livelli di incertezza sono enormi», ha detto Valeria Ghezzi, presidente degli impiantisti Anef a La Stampa. «Sappiamo che c’è una grande voglia di sci ma le famiglie dovranno fare i conti con gli aumenti della vita quotidiana. Per il momento ci attendiamo una partenza lenta, con prenotazioni legate soprattutto a soggiorni brevi».


E poi ci sono i numeri a parlare: la crisi energetica si è tradotta in un aumento complessivo dei prezzi di oltre il 10%. Per riuscire a prenotare vitto, alloggio, lezioni di sci, noleggio e skipass gli italiani quest’anno dovranno spendere una cifra che supera i 60 euro a persona, come conferma Skipass Panorama Turismo, l’osservatorio del turismo montano. A causa dei rincari poi Assoutenti stima che la spesa media per la classica settimana bianca quest’anno «sarà un salasso» e salirà oltre «i 1600 euro», con una crescita del 15-18% rispetto al 2021/22. Alcune regioni intanto cercano di correre al riparo come possono con promozioni e pacchetti. La Valle d’Aosta ha lanciato uno skipass low-cost pensato per le piccole località, con cinque giornate di sci più un’ora di lezione con il maestro a 100 euro. In Lombardia e Trentino il programma “Freeski” consentirà ai minori di 16 anni residenti in regione di usufruire d 2 skipass e di una lezione con i maestri regionali al costo simbolico di 5 euro.


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