Varese, dove batte il cuore nero delle tifoserie lombarde

La vittima dell’investimento a margine della partita Inter-Napoli era parte di una tifoseria di estrema destra di Varese, gemellata con i nerazzurri

Milano si sveglia stupita, all’indomani dei violenti scontri che hanno lasciato a terra – investito da un suv che passava in via Novara – il tifosoDaniele Belardinelli, 35 anni, originario di Varese. Èpiuttosto raro che le tifoserie milanesi finiscano direttamente coinvolte in scontri violenti con altri gruppi o con la polizia.


Non si può dire lo stesso, invece, per il gruppo specifico di cui faceva parte Dede Belardinelli. “Blood and Honour Varese”, che prima di tutto sostiene la squadra cittadina sui campi da calcio, ma anche nel basket e nell’hockey.

“Blood and Honour Varese” festeggia proprio quest’anno i vent’anni dalla nascita: trae ispirazione da un gruppo di estrema destra inglese, fondato negli anni ’80, che ha già diverse ramificazioni in Europa.

Poco dopo la nascita, “Blood and Honour Varese” riesce ad egemonizzare la curva locale, cacciando l’altro storico gruppo, i “Boys”. Quindi si gemellacon la curva Nord dell’Inter, storicamente aperta ad esponenti dell’estrema destra che oggi come ieri la frequentano attivamente, come confermano le pagine Facebook dei leader di gruppi neofascisti o neonazisti milanesi.

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Come mostrano le foto presenti nella pagina ufficiale, come simbolo scelgono la runa “patrimonio” o “opalan”, la stessa che aveva contraddistinto Avanguardia Nazionale, il gruppo neofascista fondato negli anni ’60 da Stefano Delle Chiaie.

Alcuni esponenti dei “Bh 98”, la firma che si legge sugli striscioni,hanno precedenti, anche consistenti, per spaccio.

L’episodio più clamoroso, però, riguarda lo storico leader. Nel 2003, in una località turistica della Spagna, viene ucciso Saverio Tibaldi, il fondatore, con precedenti per spaccio e in quel momento latitante dall’Italia. Accade nel corso di una rissama, il fatto che sia stato sfregiato al volto, alimenta la leggenda che ad averlo messo nel mirino fossero dei trafficanti colombiani. Ancora oggi, il gruppo gira con la sciarpa nera “Saverio presente”.

Nel 2012, la curva si distingue per un’altra contestazione a sfondo razzista, in parte simile a quella avvenuta durante Inter-NapolicontroKoulibaly.

Al centro dei cori c’è Osarimen “Giulio”Ebagua, allora centravanti nigeriano del Varese, il quale per tutta risposta segna un gol decisivo e mostra il dito medio alla curva. L’episodio finisce in questura, ma senza conseguenze.

Nel 2015, il gruppo torna sulle cronache nazionali: sono accusati di aver devastato lo stadio Ossolaper ottenere le dimissioni dell’allora presidente, Pierpaolo Cassarà. Anche in quel caso, la firma “Blood and Honour Varese” è ben presente sull’azione.