L’allarme di Confindustria: “Reddito di cittadinanza non sia un disincentivo al lavoro”

Dopo la minaccia di scendere in piazza a settembre contro il governo, Vincenzo Boccia torna a criticare il provvedimento simbolo dei 5 Stelle

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, è tornato a criticare il reddito di cittadinanza, provvedimento simbolo del Movimento 5 Stelle. "E' una misura che ha alcune criticità che andrebbero rimosse", ha detto a SkyTg24 ribadendo le critiche espresse a ottobre quando lo aveva definito "un incentivo al lavoro nero".

 
"I piani di inclusione al lavoro sono un'altra cosa", ha spiegato oggi Boccia. "Soprattutto in regioni come quelle del Mezzogiorno, in cui la disoccupazione giovanile supera il 30%, dare la possibilità di rinunciare alle proposte che arrivano da oltre i 50 km dalla residenza è un disincentivo al lavoro". 
 

Ancora non si conoscono i dettagli del provvedimento: entro gennaio dovrebbero essere presentati i decreti sul reddito di cittadinanza, sia quello su Quota 100 (al momento, nella legge di Bilancio sono stati stanziati 7 miliardi per la prima misura e 4,1 per la seconda).
Dovrebbero essere previsti incentivi per le aziende che assumeranno chi percepisce il reddito: 5 mensilità di sussidio, "6 in caso di persone vulnerabili". "La modifica operata dal governo riguardo ai cinque mesi di incentivo per le imprese è un elemento marginale", ha sottolineato Boccia che a settembre aveva ipotizzato una manifestazione contro il governo.
 

 

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