Dl semplificazioni, l’appello dei giovani medici italiani: «Non bruciateci il futuro»

di Maria Pia Mazza
Dl semplificazioni, l'appello dei giovani medici italiani: «Non bruciateci il futuro»

I giovani medici italiani si mobilitano contro l’approvazione di un emendamento del ddl semplificazioni che prevede la svalutazione del valore del punteggio ottenuto nei concorsi a favore di una maggiore valenza dell’attività svolta sul territorio, anche all’estero

La Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale) lancia un nuovo allarme per il futuro della medicina generale in Italia. A farne le spese, oltre ai giovani nuovi medici, sarebbero anche questa volta i pazienti. In una nota del 2018 la Federazione aveva illustrato come in Italia fosse in corso una grave perdita di professionisti di medicina generale: 80.676 medici di base e ospedalieri sarebbero andati in pensione entro il 2028 senza essere sostituiti, impattando sulla continuità assistenziale di oltre 14 milioni di cittadini.

 

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Questa volta l’allarme riguarda il contenuto dell’emendamento al Dl semplificazioni: «Il punteggio ottenuto dal superamento del concorso, avrebbe meno valore dell’attività svolta sul territorio, configurando un vero e proprio svantaggio per tutti i giovani colleghi interessati dalla medicina generale, che sicuramente disincentiva a sceglierla come professione futura», denuncia la Federazione. 

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«Si sta affermando che dei professionisti laureati debbano provvedere alla loro formazione senza alcuna borsa di studio, o che addirittura debbano essere costretti ad autofinanziarsi, il tutto annullando definitivamente il valore di un concorso», prosegue la nota.

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«Lo stesso decreto prevede che possano essere riconosciuti titoli acquisiti tramite una non specificata formazione complementare all’estero, senza garanzie in merito agli obiettivi raggiunti, senza la garanzia della dovuta conoscenza del sistema sanitario nazionale italiano».

 

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Questi i temi della protesta social dove, attraverso i tre hashtag (#nonbruciateciilfuturo, #piuborsepermmg, #redditodicura), si chiede l’intervento del Ministro della salute Giulia Grillo, affinché non si continui ad avere «una concezione umiliante della medicina generale e della sua formazione, che mette in dubbio l’esistenza della stessa». 

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I giovani Fiimg chiedono più borse di studio per la formazione di medicina generale, nonché l’estensione di due emendamenti (9.0.6 e 9.0.7 al Ddl n.989) che permetterebbero il reinvestimento dei fondi vincolati per le borse di specializzazione non utilizzate nel finanziamento di borse da stanziare per l’anno successivo.