È morto Karl Lagerfeld, stilista e direttore creativo di Chanel

Aveva 85 anni. Oltre che stilista, è stato fotografo, illustratore, designer. Lagerfeld era malato da diverse settimane. La Chanel ha comunicato che sarà Virginie Viard a sostituirlo

È morto a 85 anni a Parigi Karl Lagerfeld, uno dei più famosi stilisti del mondo e direttore creativo di Fendi e Chanel. La notizia è stata data dall’edizione francese di Vanity Fair. Lo stilista, fotografo, illustratore e designer tedesco era malato da diverse settimane. Celebre per i suoi abiti e i suoi occhiali neri, era il direttore artistico di Chanel dal 1983. Ha sempre amato stupire.

«Se volete essere politically correct siatelo pure, ma per favore non provate a coinvolgere gli altri nella vostra discussione, perché sarebbe la fine di tutto. Volete essere noiosi? Basta essere politically correct», è una delle sue frasi più celebri. I suoi aforismi erano diventati delle vere e proprie massime per gli amanti della moda tanto da essere ribattezzati “Karl-ismi” e raccolti nel libro Il mondo secondo Karl. Tra i “Karl-ismi” più celebri:

Il vero lusso? L’intelligenza

Io sono una specie di ninfomane della moda che non raggiunge mai l’orgasmo

Il lusso è la libertà di spirito, l’indipendenza, in breve il politicamente scorretto

Politicamente scorretto, sempre in controtendenza, Karl Lagerfeld ha detto: «C’era una stilista che sosteneva che i suoi abiti venissero scelti solo da donne intelligenti. Naturalmente è fallita». Era contemporaneamente direttore creativo di Fendi, di Chanel e del suo marchio. Incerta la sua data di nascita, prima ha dichiarato di essere nato nel 1938 che poi è diventato 1935. Un suo compagno di scuola in un’intervista ha dichiarato che fosse nato nel 1933. Lui poteva anche mentire sulla sua età, e nessuno poteva dargli contro.

Ha lavorato per la maison di Balmain, Patou, Chloè e Fendi. Finché gli è stato chiesto di svecchiare e rivoluzionare il tempio sacro della moda: Chanel. Le persone a lui vicine lo scongiurarono di non farlo, ma per lui era una sfida da vincere. E l’ha vinta, eccome. Con un notevole senso degli affari ha puntato sui simboli della maison, manipolandoli e rivoluzionandoli sino a renderli pop. Con lui Chanel è tornata a essere uno dei punti di riferimento dello stile.

Nel 2004 Lagerfeld ha scelto di diventare più pop. Con l’arrivo di H&M sul mercato, gli è stato chiesto di disegnare la prima collezione per sancire la collaborazione tra il grande marchio low cost e i designer di alta moda. Lui ha accettato, lamentandosi poi che i suoi modelli, pensati per persone magre, fossero stati prodotti anche in taglia 48. La donna in carne a Lagerfeld non è mai piaciuta, tanto che era riuscito a dire della cantante Adele, nel 2012, «Adele è la donna del momento: è un po’ troppo grassa, ma ha un bel viso e una voce stupenda».

Non si è mai fermato, Karl Lagerfeld. Diceva di essere «un ninfomane della moda che non raggiunge mai l’orgasmo». E infatti nel suo curriculum poteva vantare campagne fotografiche di ogni tipo (realizzate da lui stesso, perché era anche fotografo), collaborazioni nell’editoria – vedi Vogue; il design nell’arredamento di interni, un calendario Pirelli, fino alla casa editrice Steidl di cui deteneva una quota di partecipazione. E stato il Re Mida del lusso, l’anti stereotipo delle passerelle dell’haute couture; era uno che amava essere creativo perché «Se non lo fossi mi annoierei e la noia è un crimine».

Siccome il mondo della moda non si arresta mai, i vertici di Chanel hanno già pensato al passaggio di testimone: sarà Virginie Viard, direttrice di Chanel Fashion Creation Studio e stretta collaboratrice di Lagerfeld. La notizia è stata resa nota dal presidente della maison Bruno Pavlovskyi e del ceo Alain Wertheimer.

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