No al lavoro precario e sì al reddito di cittadinanza, chi è Tridico il nuovo presidente Inps

Il successore di Tito Boeri è professore di Economia del Lavoro e Politica Economica all’università di Roma Tre. Convinto oppositore delle misure di austerity e della precarizzazione del lavoro

Pasquale Tridico è il nuovo presidente dell'Inps, resterà in carica per i prossimi quattro anni. Il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ha firmato il decreto ministeriale con le nomine Inps, conferendo l'incarico di commissario a Pasquale Tridico e il ruolo di sub commissario a Francesco Verbaro. Trascorsi 45 giorni, Tridico e Verbaro assumeranno poi il ruolo di presidente e vicepresidente. Il successore di Tito Boeri è professore di Economia del Lavoro e Politica Economica all'università di Roma Tre. Ma è anche titolare della cattedra Jean Monnet dell’Unione Europea in Crescita economica e sistemi di welfare.


No al lavoro precario e sì al reddito di cittadinanza, chi è Tridico il nuovo presidente Inps foto 1

Nato a Scala Coeli, in provincia di Cosenza, 43 anni, laureato in Scienze politiche alla Sapienza, Tridico è noto per essere il padre del reddito di cittadinanza. La scorsa primavera, il professore era in corsa per diventare ministro del Lavoro in quota Cinque Stelle ma, dopo l'uscita della riforma dell'articolo 18 dal contratto di governo Lega-M5s, ha fatto un passo indietro. La fase successiva è stata quella di ritagliarsi un posto di consigliere del ministro Luigi Di Maio per le questioni legate al lavoro e alla previdenza: dal reddito di cittadinanza al decreto dignità.

Pasquale Tridico è un sostenitore delle politiche keynesiane e un convinto oppositore delle misure di austerity. Il professore è sempre stato molto critico sul tema della precarizzazione dei posti di lavoro. Stando alle sue parole, sarebbe «uno dei fattori alla base del nostro declino economico». Secondo la sua biografia presente sul Blog delle Stelle, i suoi interessi di ricerca includono l’economia del lavoro, le disuguaglianze di reddito, i sistemi di welfare, la politica economica italiana ed europea, lo sviluppo economico e le crisi finanziarie. «Su questi temi e sul nesso tra disuguaglianza, finanziarizzazione e crescita – si legge sul blog – Pasquale Tridico si è affermato come una voce autorevole tra gli economisti keynesiani in Europa».

No al lavoro precario e sì al reddito di cittadinanza, chi è Tridico il nuovo presidente Inps foto 2

Alessandra Pesce,Luigi Di Maio e Pasquale Tridico

Pochi giorni dopo le elezioni del 4 marzo, precisamente il 12 Marzo, il professore Tridico pubblica un lungo articolo intitolato «Il lavoro di cui ha bisogno l'Italia» in cui vengono trattate priorità come il reddito di cittadinanza, il salario minimo orario, gli investimenti produttivi dello Stato, ma vengono toccati anche temi come la robotizzazione e il rapporto tra lavoratori, governo e imprese. In particolare, Tridico scrive:

Se il lavoro flessibile costa poco, dato che il lavoratore perde diritti e quote salari, l’impresa rinuncerà agli investimenti ad alto contenuto di capitale, all’innovazione e quindi anche alla formazione di lavoratori qualificati con più alti salari. Verrà azionata la leva della competitività salariale piuttosto che quella della innovazione e del capitale umano costoso e qualificato. Avremo frequenti casi di sotto-mansionamento, e giovani laureati costretti a svolgere lavori meno qualificati con più bassi salari. Avremo anche casi di emigrazione qualificata e “fughe di cervelli” all’estero. A perderci sarà tutto il Paese, impantanato in un contesto produttivo poco dinamico e a basso valore aggiunto.

Leggi anche