Acrobazia linguistica sui bandi Tav. E Conte diventa «l’uomo che sussurrava ai cavilli»

di OPEN
Acrobazia linguistica sui bandi Tav. E Conte diventa «l'uomo che sussurrava ai cavilli»

In francese si chiamano Avis de marché public, in italiano “bandi di gara”. La sostanza è la stessa, ma grazie a un trucco linguistico il  premier è riuscito a scongiurare una crisi di Governo e a prendere altro tempo sulla Tav. Sul web non è mancata l’ironia

Nel suo discorso di presentazione del 23 maggio scorso, il premier Giuseppe Conte si era autodefinito «avvocato del popolo». E sui sofismi, tipici della sua professione, il premier ha fatto leva per scongiurare il rischio di una crisi di Governo e rinviare di sei mesi il futuro della Tav: domani 11 marzo non partiranno i bandi, bensì gli "avise de marché publique" , gli avvisi di gara, come vengono definiti dal diritto francese.

La sostanza non cambia, ma la forma (linguistica) sì e tanto è bastato a salvare la faccia e la maggioranza. Su Twitter, ovviamente, la peripezia linguistica non è sfuggita. Il commento più fulminante è del direttore de Il Foglio, Claudio Cerasa, che citando un tweet di Stefano Lo Russo, capogruppo pd a Torino, definisce la strategia del premier citando il titolo di un film: «Conte, l'uomo che sussurrava ai cavilli».

https://twitter.com/statuses/1104454489845760001

«Nel diritto francese, che disciplinerà le gare – scrive Cerasa – si chiamano Avis de marché public, in italiano "Bandi". Se lunedì partiranno gli avvisi, partiranno i bandi». Anche Lo Russo non ci era andato leggero, ipotizzando che gli esponenti di Palazzo Chigi avvessero «trovato un dizionario Italiano-francese mentre Di Maio era in bagno a discuterne con Toninelli».

Nel diritto francese, che disciplinerà le gare, si chiamano "Avis de marché public", in italiano "Bandi".Quindi lunedi…

Posted by Stefano Lo Russo on Saturday, March 9, 2019

Anche il quotidiano il Manifesto ha dedicato l'apertura a un gioco di parole sulla questione. «SlitTav». «Basta non chiamarli "bandi"» scrivono.

https://twitter.com/statuses/1104640881460686848

Non si fa scappare l'occasione nemmeno Jacopo Iacoboni, giornalista de La Stampa, che sul suo profilo Twitter commenta: «La crisi come immaginavo si muta in farsa». «In 30 anni che seguo la politica – continua – di cui 20 ormai per lavoro, non ho mai visto uno spettacolo così sbrindellato».

https://twitter.com/statuses/1104421948711489537

Addetti ai lavori e non, le note a margine della dichiarazione di Conte arrivano da ogni parte del web e dei social, dove gli utenti si sbizzarriscono sul caso del giorno. 

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