La macchina del fango contro Greta e gli studenti del #fridaysforfuture

Non c’è solo la foto bufala della strada lasciata sporca dagli studenti dopo la manifestazione. Le storielle per attaccare Greta non mancano affatto

Non basta la foto bufala della strada lasciata sporca dagli studenti in chissà quale piazza italiana – alcuni dicono a Milano – nonostante risalga a diversi anni fa, le teorie rivolte verso Greta Thunberg e gli attacchi verso i ragazzi che hanno deciso di manifestare non accennano a fermarsi e se ne parlerà per tanto tempo ancora. In questo articolo facciamo un po' il riassunto di alcune storielle diffuse durante il fine settimana.

«Ecco chi c'è dietro Greta»

Un articolo pubblicato dal sito Gli occhi della Guerra cerca di «svelare i fili della manipolazione che tengono in piedi il burattino Greta». Secondo un giornalista svedese di nome Andreas Henriksson, lo sciopero scolastico è stato orchestrato per pubblicizzare il nuovo libro della madre di Greta, la cantante Malena Ernman. Le accuse vanno poi al presunto stratega che avrebbe orchestrato questa «messinscena pubblicitaria», un esperto di marketing di nome Ingmar Rentzhog e proprietario della startup «We Do not Have Time». Ecco la ricostruzione temporale dei fatti per sostenere la teoria del «tutto organizzato»:

La bella storia di Greta Thunberg inizia il 20 agosto 2018. Rentzhog, che è fondatore della start-up We Do not Have Time, incontra Greta di fronte al Parlamento svedese e pubblica un post commovente sulla sua pagina Facebook. Siamo al primo giorno dello sciopero iniziato da Greta. Curiosamente, quattro giorni più tardi, il 24 agosto, esce il libro dei genitori di Greta, Scenes from the Heart, che racconta i dettagli della vita privata della coppia e della figlia. Una banale coincidenza? Forse.

Tra le fonti fornite dal sito italiano c'è un articolo del sito Reporterre.net che riporta a sua volta il sito Uvell.se dove si sostiene che il libro della madre parli del clima, ma il giornalista d'inchiesta svedese dovrebbe aver notato e quantomeno spiegato che il libro non parla del clima o di Greta, ma della sorella Beata. Come spiega Butac - che si è reso conto dello «scambio di persone» - il libro serve per sensibilizzare il pubblico sui giusti approcci da avere in una situazione come quella di Malena, madre di una bambina – Beata – a cui sono stati diagnosticati disturbi nello spettro autistico.

Tolto il primo bug dell'inchiesta, rimane quello delle persone «influenti» che ci sarebbero dietro Greta. Attenzione, parliamo della figlia di una cantante svedese già nota al pubblico e in quanto tale non è difficile finire sotto i riflettori in quanto «figlia di». L'inchiesta, in realtà, punta a screditare l'operato di Rentzhog e della startup, usando Greta e la sua famiglia come ulteriore spunto. Ci sono dietro dei politici? Ognuno di loro ha bisogno di icone per portare avanti le proprie idee, chi una ragazzina ecologista e chi altre protagonisti di episodi anche scabrosi.

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